Vita del Santo
Il ravennate Pier Damiani nacque tra la fine del 1006 e l’inizio del 1007. La data è confermata dallo stesso Damiani in una delle sue missive, dove racconta di essere venuto al mondo cinque anni dopo la morte dell’imperatore Ottone III. Ultimo di una numerosa famiglia, rimase orfano in tenera età e, affidato inizialmente a uno dei fratelli, subì maltrattamenti e fu relegato a occuparsi dei maiali. Solo un altro fratello, Damiano, lo accolse e gli garantì un’istruzione, tanto che Pier Damiani scelse di assumere il suo nome in segno di riconoscenza. Grazie a questa opportunità, Pier Damiani poté studiare e diventare insegnante, fino a entrare nel monastero camaldolese di Fonte Avellana, dove divenne priore. Qui maturò la vocazione alla vita monastica e si distinse come riformatore della Chiesa nel XI secolo, introducendo una disciplina severa e austera, che includeva anche la pratica della fustigazione. Scrittore prolifico, Pier Damiani lasciò opere come la Vita beati Romualdi, importante testimonianza della vita monastica del tempo, oltre a trattati teologici e componimenti poetici. Nonostante gli incarichi di grande responsabilità, la sua vera aspirazione fu sempre la vita eremitica: passava le giornate in preghiera e contemplazione, digiunando e imponendosi severe penitenze, fino a condividere la ciotola con cui lavava i piedi dei poveri. La morte lo colse a Faenza, mentre tornava dall’ultima missione di pace. Sulla sua tomba volle essere ricordato con parole semplici e toccanti: «Io fui ciò che tu sei; tu sarai ciò che io sono. Di grazia ricordati di me. Guarda con pietà le ceneri di Piero. Prega, piangi e ripeti: Signore, risparmialo!»
Agiografia
«Signore Gesù Cristo, luce vera, perché permetti che io resti nelle tenebre? Ahimè, adoro la luce ma mi perdo nelle ombre; servo la verità e mi smarrisco nei vuoti pensieri. Guarda la mia confusione, illuminami con la tua presenza. Tu che hai dato la vista al cieco, illuminami; tu che hai purificato il lebbroso, purificami; tu che hai risuscitato Lazzaro, rinnovami». Questo è uno dei tanti insegnamenti di Pier Damiani, figura di grande dedizione alla fede e instancabile difensore della Chiesa contro la corruzione. Le fonti che ci sono giunte delineano un uomo di estremi: era al contempo uomo di pace e combattente, capace di conciliare la vita contemplativa e solitaria con quella sociale, muovendosi come ambasciatore e paciere in tutta Europa. Pier Damiani era noto per il suo carattere focoso e irruento, critico e intollerante verso ogni cedimento morale, ma allo stesso tempo dolce e devoto, specialmente quando parlava della Madonna, verso cui nutriva profonda devozione. La sua schiettezza lo portava talvolta a rimproverare con severità, come nel caso del vescovo che si dilettava negli scacchi, pur mantenendo un tratto affettuoso con amici e discepoli. Le sue opere teologiche, ascetiche e agiografiche lo hanno reso, nel 1828, Dottore della Chiesa, consacrandolo come uno dei più significativi scrittori dell’XI secolo. Non solo monaco e riformatore, Pier Damiani fu anche una personalità di grande rilievo politico e sociale, grazie alle sue missioni che lo portarono a incontrare i protagonisti più influenti della sua epoca.
Intervista impossibile di Monsignor Enrico Trevisi al Santo
Orfano di entrambi i genitori, fin da ragazzo hai conosciuto la durezza, la povertà e le difficoltà della vita quotidiana. Quali scelte possiamo fare oggi per guarire le ferite della nostra umanità?
La vita di tante persone è piena di ferite e difficoltà. Per me è stato essere orfano, per altri sono incomprensioni, ingiustizie, malattie, la durezza quotidiana di certi lavori… Le tentazioni sono sempre le stesse: rinchiudersi nella rassegnazione, nel rancore, nell’egoismo. Oppure ci si può aprire all’amore di Dio. Si può scegliere di guardare al Cristo Crocifisso che ci rivela il progetto di Dio su questa umanità. Io ho sperimentato l’importanza della lettura, della meditazione e dello studio della Sacra Scrittura. Penso sia una strada anche oggi da percorrere con impegno. Vorrei dire con decisione ferma.
La ricerca della verità ti ha reso un grande studioso e un rinomato maestro delle arti liberali. Oggi, quale ruolo possono avere gli adulti nel coltivare tra i giovani il desiderio di cercare la verità?
Nel cuore di ciascuno c’è l’esigenza della verità. Purtroppo, spesso si scelgono vie sbagliate, comode e molti sono i falsi maestri che distraggono o addirittura portano su cattive strade. Io ho lottato contro la corruzione, anche dentro la Chiesa. Ieri come oggi c’è bisogno di testimoni autentici del primato di Dio, e della ricerca delle vie che ci portano a Lui. Sì, c’è molto bisogno di adulti che umilmente ma con decisione si dispongono a testimoniare il Vangelo. La mia vocazione monastica mi ha portato a vivere l’obbedienza, l’umiltà, la penitenza… ma sono vie che provocano tutti all’impegno nella ricerca della verità senza lasciarci ammaliare dalla mediocrità.
Tu che, da priore di Fonte Avellana, hai educato con sapienza e parresia la comunità al ritmo di preghiera, lavoro e fraternità, quale parola profetica affidi oggi alla Chiesa del terzo millennio?
Il coraggio di stare con il Signore, di dare spazio alla preghiera e alla Sacra Scrittura, è garanzia che il proprio lavoro e la dimensione della fraternità siano coltivate con perseveranza e con stile evangelico. Spesso nelle varie epoche, e anche nell’attuale, il lavoro (e l’impegno storico mondano) è diventato un idolo e la lotta contro le ingiustizie sono scadute in ideologie violente. Anche oggi c’è bisogno di silenzio, di contemplazione… e anche di ascesi… per non perdere la rotta.
Durante il tuo episcopato hai scritto al Papa denunciando scandali, ingiustizie e resistenze alla riforma, per amore della verità e del bene della Chiesa. Quali passi ci suggerisci oggi per vivere nelle comunità parrocchiali la tua lezione sulla correzione fraterna senza compromettere la comunione?
L’umiltà e la carità sono le chiavi per vivere bene la correzione fraterna. In qualsiasi ambito della Chiesa. In tutte le parole e scelte deve trasparire che a muoverci è l’amore per il Signore e che la Chiesa sia fedele alla sua missione. Ma tutto questo va fatto con rispetto perché ad emergere sia sempre la Luce del Signore. Non le ideologie che talvolta prendono anche i cristiani. Lo studio della teologia e della Scrittura esigono sempre una continua conversione e non l’arroccamento che impedisce allo Spirito di condurre la Chiesa.
Segni Iconografici distintivi
È ritratto con il bastone pastorale e gli altri paramenti propri del ministero episcopale, simboli della sua autorità e del suo ruolo di guida spirituale.
Tradizione gastronomica legata al culto
La devozione al santo è legata anche ad alcune curiosità gastronomiche, in particolare al pane e al pesce. Si racconta che, da giovane, Pier Damiani incontrò un cieco e, per egoismo, gli offrì del pane scuro, tenendo per sé il pane bianco, più pregiato. Subito dopo, una lisca di pesce gli si conficcò nella gola, quasi a soffocarlo. Il giovane interpretò l’evento come una punizione divina, e pentito corresse subito la sua condotta, offrendo al cieco il pane bianco. Per ricordare questo episodio, il giorno della sua memoria liturgica, i fedeli consumano spesso zuppa di pesce con crostini di pane, un piatto semplice ma ricco di simbolismo, che richiama l’episodio della generosità e della condivisione. La storia e la pietanza diventano così un invito a generosità, umiltà e attenzione verso i più deboli, valori che accompagnano la memoria del santo.
Curiosità
Nella Divina Commedia, il sommo poeta Dante Alighieri colloca Pier Damiani nel XXI Canto del Paradiso, tra gli spiriti contemplativi. Qui Dante lo celebra come modello di vita ascetica, sapienza e dedizione a Dio, riconoscendo la sua santità e l’influsso spirituale sulla Chiesa e sui fedeli.
Preghiere a San Pier Damiani
O glorioso San Pier Damiani,
esempio di fede, austerità e sapienza,
tu che hai illuminato le menti e i cuori con la parola di Dio,
intercedi per noi presso il Signore.
Allontana da noi le tenebre del peccato e della confusione,
rafforza la nostra volontà di seguire la verità e la giustizia,
e accendi nei nostri cuori la luce della contemplazione e della carità.
Tu che hai dedicato la tua vita alla preghiera, alla penitenza e alla riforma della Chiesa,
guidaci nel cammino della fede, aiutaci a essere strumenti di pace, di saggezza e di coraggio,
e sostienici nei momenti di difficoltà con la tua intercessione potente.
O San Pier Damiani, pregaci e ottienici dal Signore la grazia di portare Cristo nella nostra vita,
affinché possiamo vivere secondo la sua volontà e giungere un giorno alla gioia eterna.
Amen.
(di Autore Anonimo)
O San Pier Damiani,
vescovo e dottore della Chiesa,
luminoso faro della fede
nelle tenebre delle nostre incertezze.
Tu che hai dedicato la tua vita
alla ricerca della verità
e alla difesa della giustizia,
intercedi per noi presso il Signore.
Guidaci sul cammino della santità,
illumina le nostre menti con la tua sapienza,
riscalda i nostri cuori con il tuo amore
e sostienici nelle prove della vita.
Concedici, o San Pier Damiani,
la tua protezione e il tuo incoraggiamento,
affinché possiamo seguire con fervore
l’esempio di umiltà e carità
che hai lasciato come eredità per noi.
O San Pier Damiani, prega per noi
e ottienici le grazie di cui abbiamo bisogno,
perché possiamo glorificare il nome di Dio
e vivere sempre secondo la sua volontà.
Amen.
(di Autore Anonimo)
Fonti
- I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire, Luigi Luzi, Shalom Editrice.
- Il grande libro dei santi, dizionario enciclopedico diretto da C. Leonardi, A. Riccardi, G. Zarri, San Paolo Editore.
- I santi secondo il calendario, prefazione di Gianfranco Ravasi, edizioni Corriere della Sera.
- Martiri e santi del calendario romano, Enrico Pepe, Edizioni Città Nuova.
- I Santi nella Storia. Tremila testimoni del Vangelo, San Paolo Editore.
- Bibliotheca Sanctorum, Istituto Giovanni XXIII, Pontificia Università Lateranense.