14 Aprile 2026

Da Trani al Kenya, quando i sogni si fanno realtà

Il ricordo di una sorella (Angelica) prematuramente scomparsa per una malattia, si perpetua portando avanti la sua generosa dedizione ai poveri del Kenya. Così la comunità parrocchiale di San Magno, a Trani (BT), guidata dal sorriso trascinante di don Dino Cimadomo, costruisce un ponte di solidarietà tra la Puglia e l'Africa.

A Watamu, piccola città costiera del Kenya a nord di Mombasa, le strade tracciano confini invisibili ma nitidi: da un lato i resort di lusso, dall’altro una povertà estrema. È su quelle stesse strade, però, che continua a camminare il sogno di Angelica. Angelica se n’è andata a 31 anni, stroncata da un tumore al seno. Non aveva mai messo piede in Africa, eppure quelle terre le erano entrate nel cuore attraverso i racconti e le fotografie della zia, Luisa Tortosa, che da quindici anni, con la sua famiglia, visita il continente africano.
Dopo aver perso la possibilità di diventare madre a causa della sua malattia, le testimonianze di quei luoghi, pieni di umanità ma anche di tanta miseria, hanno fatto vibrare il cuore di Angelica che ha maturato il desiderio di regalare un futuro migliore a chi non può permetterselo, ricorrendo all’adozione. La sua morte non ha spento quel desiderio. Un anno dopo, con l’obiettivo di offrire ai bambini di Watamu un futuro dignitoso, è nata l’associazione “Il sogno di Angelica” che ad oggi conta una ventina di membri e ha già organizzato due viaggi in Africa. A guidare il cammino dell’associazione come presidente c’è zia Luisa, catechista nella comunità parrocchiale di San Magno nella città di Trani (BT).
A dare supporto c’è don Dino Cimadomo, parroco della stessa comunità, che ha trasformato un progetto umanitario in un autentico percorso spirituale, accompagnando e sostenendo Luisa. Don Dino conosceva bene Angelica: è stato lui ad accompagnarla nel periodo della malattia, offrendole conforto umano e spirituale. “Una ragazza molto dolce, solare, con un sorriso bellissimo — ricorda il sacerdote commosso —. Nel periodo della malattia si è aggrappata molto alla fede, ha coltivato la preghiera, l’ascolto della Parola, la vita sacramentale. Non ha mai vissuto la malattia con disperazione, ma con tanta fiducia nella volontà di Dio. Ed è anche da questo cammino che è nato il suo sogno”.
L’associazione doveva nascere all’insegna della vita, così come sognava Angelica. “Il modo migliore era cominciare dalle mamme, sostenendo innanzitutto una clinica di maternità a Watamu, dove l’associazione ha già finanziato la ristrutturazione della sala parto e i nuovi arredi”, spiega don Dino. Un’impresa che è solo all’inizio e che richiede ancora tanto lavoro. Tra gli acquisti già programmati: un armadietto in ferro per sostituire quello in legno ammuffito e una lampada per le visite ginecologiche.
L’associazione sostiene anche un orfanotrofio della città. Anche lì si è intervenuti con piccoli gesti concreti: culle, tinteggiatura dei muri, cura degli spazi. “A piccoli passi — precisa don Dino —, perché siamo un’associazione giovane e non abbiamo grandi fondi”.
Ciò che rende possibile tutto questo, infatti, è la rete che si è creata intorno al sogno di Angelica, anche grazie al passaparola dei parrocchiani. La comunità di San Magno ha fatto propria la causa: in occasione del compleanno di Angelica, nel maggio 2024, sono stati donati tessuti per la realizzazione di manufatti destinati ad un mercatino di beneficenza. Alcuni di quei tessuti sono stati consegnati alla sezione femminile del carcere di Trani, dove le detenute hanno cucito lenzuola per le culle della clinica africana.
Per eliminare i costi di intermediazione e assicurarsi che le offerte arrivino a destinazione, tutto ciò che viene raccolto viene consegnato in loco, dai volontari che da Trani partono per il Kenya, per pagare le manovalanze locali. Una scelta di trasparenza resa possibile dalla fiducia dei sostenitori e che aiuta anche l’economia del posto.
Oggi in tanti, all’interno e fuori dalla parrocchia, vorrebbero partire per Watamu e toccare con mano quella realtà. Un desiderio che don Dino incoraggia: “In un tempo di lamentosi cronica — scherza —, in questi viaggi impariamo il gusto del poco, quel poco che basta per essere felici”.
Con la seconda missione, a novembre, il gruppo è già cresciuto: 27 persone, contro le quindici di febbraio. Un segno che il sogno di Angelica non appartiene solo a chi l’ha conosciuta, ma a chiunque scelga di farlo proprio.

(di Giacomo Capodivento – foto gentilmente concesse da don Dino Cimadomo)

14 Aprile 2026
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