1 Giugno 2026

A Soccavo e Pianura, c’è chi crede nei giovani

Insegnare un mestiere a tutti, compreso chi rischierebbe di finire per la strada, e proporre percorsi formativi coinvolgendo l’intera comunità, valorizzando le competenze, accendendo passioni. La testimonianza di don Enzo Cimarelli, giovane sacerdote della diocesi di Pozzuoli animato dallo spirito di don Bosco.

“Non basta lavorare solo sui bambini. Bisogna formare persone capaci di diventare punti di riferimento. È il motivo per cui investiamo anche su genitori e giovani animatori: corsi, formazione pratica, esperienze educative e percorsi professionalizzanti, come il laboratorio di pizzeria”.

Don Enzo Cimarelli è il parroco in due comunità inserite nella periferia occidentale di Napoli: Soccavo e Pianura, un territorio che conta circa 100.000 abitanti.

Classe 1984, don Enzo è sacerdote per la diocesi di Pozzuoli dal 28 aprile 2012 e, oltre a essere parroco, è delegato diocesano della pastorale giovanile e responsabile del Servizio oratori, coordinando percorsi formativi, spirituali e vocazionali rivolti ai giovani.

Le due realtà cittadine che sta seguendo hanno caratteristiche diverse?

“Sì, Soccavo è un quartiere cittadino con alcune fragilità sociali ma anche con una struttura territoriale stabile – chiarisce il sacerdote –. Pianura, invece, vive un disagio più forte, soprattutto sul piano educativo, culturale ed economico. In alcune zone la presenza della criminalità organizzata è ancora molto radicata; purtroppo capita che perfino bambini di 8-9 anni vengano coinvolti come ‘pali’ per la camorra”.

L’impegno del parroco, “armato” di spiritualità Salesiana, ha subito contagiato ragazzi e adulti. Prima nella comunità dei Ss. Pietro e Paolo a Soccavo, poi nella chiesa di S. Lorenzo a Pianura. Il lavoro pastorale ha cominciato a prendere forma partendo dai giovani. “Esatto, don Enzo è disponibile per e con tutti, senza risparmiarsi, ma con i ragazzi lo è in maniera speciale”. Rino Landolfi, agente di commercio, è tra gli animatori dell’oratorio. “Appena arrivato nella parrocchia di San Lorenzo ha chiesto le nostre disponibilità; con mia moglie abbiamo accettato immediatamente di organizzare incontri e aiutarlo in tutto quello che ci era possibile” afferma, ricordando come è partito il suo impegno nel 2023. Oltre a offrire disponibilità alle esigenze dell’oratorio e per il corso di pronto soccorso, Rino sta imparando a fare le pizze.

“Sono lezioni che proporrò, come istruttore, ai ragazzi: l’esigenza del lavoro è una delle priorità che aiutano a crescere e responsabilizzare i giovani”. E questo don Enzo lo sa bene, proponendo un percorso che, dalla parrocchia, continua in una cooperativa sociale, la “Regina Pacis”. In questa zona l’archeologia della vicina città di Pozzuoli e la natura dei Campi Flegrei offrono opportunità per vivere il bello e lavorare in un contesto unico. Dalle visite guidate alla magnifica cattedrale di Pozzuoli – un prezioso gioiello architettonico – sino al museo diocesano, i progetti sono vari e includono, nella patria della Margherita, anche quello per imparare a fare il pizzaiolo.

L’idea del parroco è semplice ma vincente: adulti che si formano per primi, scoprendo passioni e acquisendo competenze, che poi diventano capaci di trasmettere ai più piccoli. “Una vera catena educativa positiva. In territori dove troppo spesso la criminalità offre modelli sbagliati, noi proviamo a costruire lentamente proposte alternative di vita, di lavoro e comunità”.

In questa comunità è stata accolta anche Micaela Iannone, 24 anni, studentessa di medicina, incuriosita dai fratelli che iniziavano a partecipare alla vita parrocchiale. “Ho pensato che potevo provare anche io e da allora non sono più uscita dai gruppi di formazione”, ammette dietro a un sorriso. Incontri sull’affettività e sul rapporto con la fede assieme a tanti temi di attualità, sono parte di un cammino che psicologi, educatori e docenti, periodicamente, tengono nei saloni della parrocchia. Ora, dopo un percorso di preparazione, Micaela è pronta ad essere formatrice dei ragazzi. “Sono catechista a Pianura e formatrice anche a Soccavo. Nelle attività parrocchiali do una mano… ad esempio per le iniziative come Estate Ragazzi, le giornate speciali, il Cortile Aperto, quando durante la settimana, per due pomeriggi, si lascia il cortile aperto a chiunque voglia scendere a giocare”. La presenza del parroco, come riferimento per chi ha bisogno di un confronto c’è sempre, ribadisce la ragazza, “come anche noi siamo sempre pronti ad ascoltarlo”, precisa, sottolineando un dialogo aperto tra volontari, responsabili delle associazioni e il don.

Appartenente alla Famiglia Salesiana come salesiano cooperatore, padre Enzo ispira il proprio ministero al carisma di San Giovanni Bosco, con una particolare attenzione all’oratorio come luogo di prevenzione, crescita umana ed evangelizzazione. “La nostra prima grande scelta pastorale ed educativa è stata molto concreta: dare ai ragazzi un’alternativa reale alla strada. Non semplicemente ‘tenerli occupati’, ma offrire luoghi, relazioni e la presenza di animatori credibili che potessero accompagnarli”, riprende il sacerdote. Da qui nasce il lavoro dell’oratorio e il “Progetto Integra”, molto più di un semplice doposcuola: un vero metodo educativo. “Ogni pomeriggio, dalle 14 alle 19, proponiamo ai ragazzi e alle loro famiglie un percorso di studio, ascolto, accompagnamento educativo e sostegno alla genitorialità”.

Secondo l’Istat i quartieri di Soccavo e Pianura sono privi di infrastrutture sociali, affetti da disintegrazione sociale, e da un tasso di dispersione scolastica allarmante (a Soccavo tocca il 12,5%). Parte da queste emergenze per don Enzo la presenza costante della comunità, dentro e fuori le mura della parrocchia, “per accompagnare le famiglie, creare rete e ricostruire fiducia attorno ai nostri ragazzi”.

(di Nicola Nicoletti – foto gentilmente concesse da don Enzo Cimarelli)

1 Giugno 2026
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