San Giuliano Milanese: le persone prima di tutto
Dopo 12 anni don Luca Violoni si appresta a lasciare la comunità pastorale San Paolo VI a San Giuliano Milanese, destinato a quella di Seregno. Un passaggio che è anche una buona occasione per ripensare a tutte le reti costruite in questo periodo e ai copiosi frutti maturati: dall'Emporio della Solidarietà alle scuole dell'infanzia parrocchiali, dalla fraternità sacerdotale al restauro delle bellezze artistiche della chiesa di San Giuliano Martire.
“Questi dodici anni sono volati, sono stati bellissimi anche se ci sono stati momenti difficili, come quelli della pandemia”. Don Luca Violoni, 61 anni il 14 luglio, originario di Sant’Angelo Lodigiano, nel 2014 è arrivato a San Giuliano Milanese come parroco della chiesa di S. Giuliano Martire, per poi diventare nel 2019 responsabile della neonata comunità pastorale di San Paolo VI, che lascerà nel settembre 2026.
Più di un decennio da cui don Luca si porterà dietro un grande bagaglio. “Innanzitutto, ho tantissima gratitudine per i momenti che abbiamo vissuto – spiega il sacerdote – e conserverò due cose: prima di tutto un’esperienza di paternità. Mi sono occupato di sei parrocchie, poi diventate sette, sono stato a contatto con tante persone e ho creato con loro legami significativi. Poi ho vissuto una bella esperienza di fraternità con i sacerdoti e i diaconi della parrocchia e della comunità pastorale”.
Dodici anni in cui don Luca, gli altri sacerdoti e i laici, insieme alle autorità locali, hanno costruito e creato ponti. “Abbiamo realizzato molti progetti – dice il parroco, che da settembre 2026 sarà a Seregno, nella Comunità Pastorale San Giovanni Paolo II – e tra i tanti me ne vengono in mente due. Il primo è l’Emporio della Solidarietà. È stato significativo perché l’abbiamo costruito mettendo insieme tanti soggetti e ora ci sono una trentina di volontari che si occupano della sua gestione. Grazie a loro siamo riusciti a ridare un segno di speranza a centinaia di famiglie“.
“Il secondo – prosegue il sacerdote laureato all’Università Bocconi in discipline economiche e sociali – è stato il restauro della chiesa di San Giuliano Martire. Abbiamo portato alla luce affreschi del VI secolo che, adesso, tutti quelli che passano per la via Emilia possono ammirare. Quest’opera ci ha fatto riscoprire la lunghissima storia cristiana di San Giuliano ma trasmette anche un messaggio: quello che Dio è per la bellezza, per la luce e per lo splendore”.
Esperienze differenti, in cui don Luca ha portato avanti un modo di lavorare comune. “Per realizzare qualcosa – dice il parroco, che per cinque anni tra il 2009 e il 2014 ha lavorato nel settore Affari Economici della Diocesi di Milano – bisogna mantenere il cuore del Vangelo e riuscire a trovare risorse. E bisogna farlo condividendo le scelte e con una visione d’insieme”.
Da questo lungo cammino don Luca ha imparato tanto. “Ho visto quanto è importante sapere dare fiducia alle persone e scoprire i talenti degli altri” racconta. Tra i suoi incarichi legati alla Comunità Pastorale don Violoni ha anche quello di gestore di due scuole dell’infanzia parrocchiali, la M.G. Brivio e la S. Francesco, che accolgono un totale di 200 bambini, circa 100 per istituto. In questo contesto il sacerdote ha collaborato con Giuliana Negroni, coordinatrice di entrambe le scuole. “Io ero qui prima dell’arrivo di don Luca – racconta il membro del Consiglio Pastorale -; prima le due scuole, gestite da enti religiosi, erano sempre state distinte e di fatto collaboravano poco tra di loro e anche con le parrocchie”. “Quello che abbiamo provato a fare insieme – prosegue la coordinatrice – è stato di inserire le iniziative della scuola all’interno della vita della comunità pastorale”. “Più concretamente le proposte elaborate a scuola – aggiunge Giuliana – le abbiamo estese al territorio con l’appoggio delle associazioni. Ci siamo messi in rete, con la scuola che è diventata il motore di queste relazioni”. Gli esempi sono diversi. “Ad esempio abbiamo portato avanti il progetto Desideriamo crescere, un percorso di formazione all’inizio pensato solo per i genitori della scuola, che poi abbiamo allargato anche a quelli dell’intera comunità pastorale, e anche quello Sfide educative, destinato a genitori ed educatori di tutto il decanato”.
Una miriade di idee rese realizzabili grazie al supporto di don Luca. “A lui sarò riconoscente – conclude Giuliana – perché ci ha sostenuto in scelte complesse. Il nostro è un rapporto dialettico, diretto e che è stato sempre costruttivo nella stima reciproca, anche quando magari inizialmente potevamo non essere d’accordo”. Con il parroco ha collaborato anche Roberto Tampone, ora in pensione, una vita nello scoutismo e nell’associazionismo di San Giuliano. “Con don Luca abbiamo in comune l’esperienza degli scout – spiega Tampone -: lui è stato assistente spirituale, poi abbiamo collaborato molto quando ero il presidente della consulta delle associazioni di San Giuliano”. “È una persona che ha una grandissima umanità – aggiunge – ed è considerato un riferimento non solo pastorale; è bravissimo a fare rete con associazioni e istituzioni. Ad esempio, ha trasformato la festa patronale in una vera festa della città, aprendo a tutti anche a chi non è credente o non è cristiano. O nell’Emporio Solidale è stato capace di ristrutturare un ex bar ACLI abbandonato da tempo per creare un presidio che aiuta tante persone in maniera integrale”.
Un’eredità grande, quella di don Luca, frutto della sua capacità di intervenire, senza mai perdere di vista il cuore del Vangelo.
(di Roberto Brambilla – foto gentilmente concesse da don Luca Violoni)