25 Giugno 2026

Don Tonino e il cuore grande della Ciociaria

Da due anni guida le sei parrocchie di Veroli (FR), dopo un lungo periodo trascorso a Ceccano. Col suo sorriso contagioso don Tonino ci accompagna alla scoperta del cuore grande della sua gente: dalla onlus che si occupa dei bambini malati e delle loro famiglie, fino agli sforzi dei più anziani per non rimanere esclusi dal linguaggio digitale dei più giovani.

Sant’Erasmo, Sant’Andrea Apostolo, San Michele Arcangelo, San Leucio, Santa Croce, San Paolo Apostolo. Sono ben sei le parrocchie di Veroli (FR), borgo ricco di storia, arte, e spiritualità nel cuore della Ciociaria, affidate da due anni alla cura di don Tonino Antonetti, quarantacinque anni, da venti sacerdote per la diocesi di Frosinone – Veroli – Ferentino, e un sorriso contagioso. La realtà pastorale affidata alle sue cure è variegata e chiediamo proprio a lui di scegliere da dove vuole iniziare il suo racconto.

Nel nome di Sara

“Partiamo da una cosa che mi sta particolarmente a cuore – esordisce -, una realtà di cui sono direttore spirituale: Sara un angelo con la bandana onlus. Si tratta di un’associazione nata ufficialmente nel 2010 che offre assistenza all’oncologia pediatrica e sostegno alle famiglie dei bambini ricoverati al Policlinico Umberto I di Roma e al Gemelli, oltre che nel nosocomio di Frosinone, che include anche i plessi di Alatri e Anagni”.
Sara Colagiovanni era una bambina di 10 anni, scomparsa nel 2008, un’esistenza breve come il nome che portava, che ha dato la forza ai suoi genitori Fabio e Sabrina di fondare un’associazione a favore dell’infanzia che soffre, per far sì che il suo sorriso continui a brillare sul volto di tanti piccoli sfortunati e a ridare speranza a coloro che l’hanno persa. “Dalle sofferenze più grandi – riprende don Tonino – bisogna trarre la forza non solo per andare avanti, ma per amare il prossimo e fare grandi opere di bene. Questa realtà associativa, con un team di psicologi a disposizione, aiuta bambini e famiglie, dà il suo contributo alla ricerca scientifica, agli orfani e si sta allargando in varie parti del mondo, dove purtroppo fame e guerra sono all’ordine del giorno. Nelle parrocchie abbiamo raccolto giocattoli durante il tempo di Natale con Regala un giocattolo. A Pasqua, con Regala un uovo per un sorriso abbiamo felicemente ripetuto un’esperienza di generosità e solidarietà. A Carnevale dei volontari, in maschera, hanno distribuito dolci e giochi per tutti nei reparti oncologici pediatrici e abbiamo anche organizzato, in altre occasioni, piccoli concerti con giovani musicisti”.
Maria Rosaria Fiorillo, 21 anni, originaria di Ceccano (FR), è una catechista ed è anche impegnata attivamente proprio nella onlus che porta il nome di Sara. “La nostra missione – spiega – è quella di portare una boccata d’aria fresca ai più piccoli e ai genitori che vivono nell’ansia e nell’angoscia, anche solo strappando momenti di spensieratezza e contribuendo, per quel che è possibile, all’accettazione della malattia. Ho ritrovato un bambino col tumore al cervello di pochi mesi a distanza di un anno, con un’interazione nettamente migliorata. Alla mia età fare volontariato, capire il valore della gratuità disinteressata e dei talenti a servizio del prossimo non è facile. Il mondo vorrebbe spingerti in un’altra direzione ma a volte basta un amico a coinvolgerti. L’era digitale offusca le relazioni dal vivo, creando solitudini nello schermo virtuale. I più piccoli sin dalla scuola dell’infanzia non hanno stimoli e curiosità, hanno perso il senso dell’attesa e della scoperta, vogliono tutto e subito, ecco perché servono sempre più genitori, insegnanti e catechisti controcorrente”.

Ambiente virtuale, missione reale

Don Tonino nella sua diocesi è anche il coordinatore della pastorale giovanile. Per lui la dimensione umana, spirituale e psicologica devono viaggiare insieme anche a quella digitale, nel segno della fede. “Durante la pandemia – ricorda il parroco – l’emergenza ci aveva costretto a una pastorale quasi completamente digitale. Un limite, certamente, ma anche un’esperienza che nel tempo ci ha permesso di raggiungere tanti giovani con esperienze importanti, anche dopo aver ripreso l’ordinaria catechesi, la formazione e la liturgia dal vivo. Alla Veglia di Pentecoste di quest’anno, ad esempio, grazie a Dio hanno partecipato tantissimi giovani. I cambiamenti si vedono di anno in anno perché i giovani sono figli del tempo che vivono e noi dobbiamo lavorare molto sui nuovi linguaggi, compresa l’Intelligenza Artificiale. Non dobbiamo demonizzarli, ma cercare di comprenderne le dinamiche, per intervenire e cercare di evitare l’isolamento dei giovani. Tutti, se preparati, possono offrire il proprio servizio: ognuno poi garantisce contributi personalizzati e vicini al suo modo di essere. Basta avere il coraggio di reinventarsi, e anche tanti sacerdoti avanti negli anni, come pure diversi laici in pensione, si stanno impegnando in questo senso per stare al passo con i tempi”.
Andrea Pesillici, 30 anni, docente di religione, è attivo in parrocchia fin da piccolo. Lui è uno di questi giovani che collaborano attivamente con don Tonino. “Ci lega una profonda amicizia – confida -. Ci siamo conosciuti quando lui era parroco a Ceccano, dove è stato per dodici anni nelle parrocchie di S. Nicola, S. Giovanni e Sacro Cuore. Oggi in parrocchia mi dedico ai giovanissimi, ma do una mano anche a livello diocesano, per la catechesi, la liturgia e la preparazione dell’oratorio estivo. Con i ragazzi si è instaurato un clima di dialogo e di fiducia, perché hanno trovato in noi educatori e animatori un punto di riferimento quando sono lontani da casa. Anche diversi miei alunni frequentano la parrocchia e così a volte capita che io stia con loro al mattino, al pomeriggio e perfino alla sera. Talvolta, infatti, anche una pizza mangiata insieme può diventare un tempo di grazia privilegiato”.
Per raggiungere i giovani don Tonino, già nel tempo di pandemia, aveva promosso incontri dal titolo Amici con un click , che hanno appassionato molti. “Sembrava un escamotage – precisa meglio Andrea – solo per attirare i più giovani, ma in realtà la formazione è stata reciproca. Ne sono venuti fuori canali youtube, rubriche e tanti video, scandendo i giorni della settimana tra arte e musica, ma anche col Santo Rosario e la scuola della Parola. E abbiamo continuato, realizzando un podcast sulla pace in occasione dell’anno giubilare francescano”.
Tecla Pesillici, 26 anni, è la sorella di Andrea ed è un grafico di professione. È proprio lei a supportare don Tonino nel digitale. “Do una mano – spiega – a tutte le parrocchie che ce lo richiedono, perché spesso con un’immagine si può rendere efficace un messaggio che solamente con la scrittura magari non lo sarebbe: l’immagine arriva prima della parola”. “Con la pastorale giovanile e familiare – conclude don Tonino – cerchiamo di promuovere percorsi in sinergia. Nel tempo del tanto atteso Grest estivo, ad esempio, animatori, giovani e genitori s’incontrano. Proviamo ad aprire le porte di quelle stanze dove i ragazzi tendono a barricarsi soprattutto nel periodo scolastico. Noi ci siamo, e li invitiamo a cogliere le opportunità che vengono loro offerte. La fede non ci toglie i problemi ma ci dona la forza per attraversarli insieme e ritrovare la luce”.

(di Sabina Leonetti – foto gentilmente concesse da don Tonino Antonetti)

25 Giugno 2026
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