1 Marzo 2011

Il calore di una famiglia accogliente nella casa di don Geremia

Don Geremia Acri è il responsabile della casa accoglienza Santa Maria Goretti di Andria. Nata nel 1999 e affidata all’ufficio migrantes nel 2001 con l’obiettivo di favorire l’accoglienza degli immigrati, oggi chi ha anche solo un'ora di tempo da donare... qui può farlo.

“Mi hanno raccolto alla stazione. Era tardi. Sono venuti in tre. Camminavo a stento per i dolori alla spina dorsale, mi hanno chiesto il mio nome e come stavo dandomi del lei e portandomi in una casa molto decorosa, pulita, ordinata, con altre tre persone che già dormivano. Un letto pulito anche per me. Sono crollato. Appena il tempo di chiedermi chi fossero queste persone così gentili. Credo di aver capito che uno di loro è un prete.”

Ho cominciato a conoscere così, Don Geremia.

E anche noi vogliamo cominciare a conoscerlo così.
Attraverso le parole pronunciate nella giornata del Migrante e del Rifugiato da un ospite della casa accoglienza di cui don Geremia è responsabile, anzi Jerry per gli abitanti dei vicoli poveri della città e delle campagne fredde che la circondano dove i migranti arrivano per la raccolta invernale delle olive.

Don Geremia è il sacerdote che ogni giorno con il suo lavoro e quello dei volontari garantisce il Centro di ascolto, la. Mensa della carità, il Servizio Pasti caldi a casa, il Servizio sacchetti viveri per adulti e neonati il Servizio indumenti, il Servizio docce, l’Ambulatorio medico – infermieristico, l’Accoglienza notturna, lo Sportello legale, le Visite domiciliari, il Servizio Accoglienza Migranti (S.A.M.) , il Percorso educativo per i giovani, e il Servizio preghiera.

È il responsabile della casa accoglienza Santa Maria Goretti di Andria nata nel 1999 e affidata all’ufficio migrantes nel 2001 con l’obiettivo di favorire l’accoglienza degli immigrati.

È il sacerdote che quando parla di se stesso dice “Amo i modi forti e determinati, ma non cedo al richiamo della violenza. Adoro la rivoluzione, ma non quella armata bensì quella che ha sconfitto l’ipocrisia dei farisei. Odio la guerra, ma amo la guerra del cuore.”

È l’uomo che senza ipocrisia ha il coraggio di dirci che “affrontare un singolo caso non basta, non risolve il problema, non sconfigge la causa, che è più grande, che è strutturale, che è sociale, che è culturale, che è politica, che è economica nel senso più spregevole del termine”.

E per combattere tutto questo c’è bisogno di progetti, risorse umane e soprattutto di tempo. E dato che il tempo è un valore, perché non metterlo in banca, anzi, nella Banca del Tempo di don Geremia. Dove anche solo donare un’ora, mettendola a disposizione di chi ha bisogno, costituisce grande risorsa.

E i frutti che se ne possono trarre sono il migliore investimento che oggi, ognuno di noi possa fare.

1 Marzo 2011
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