Firme e offerte: i due polmoni del sostegno economico alla Chiesa
Domenica 20 settembre la Giornata Nazionale di sensibilizzazione alle offerte deducibili per i sacerdoti, che insieme alle firme per l’8xmille rappresentano due strumenti a nostra disposizione per sostenere la Chiesa cattolica. Previsti dalla legge 222 del 1985, che ha ratificato il nuovo Concordato, sono aperti a tutti i cittadini, certificando così il fondamentale ruolo della Chiesa per il bene comune.
La Chiesa aiuta tutti e tutti possono aiutare la Chiesa a sostenersi. Ecco perché per poter firmare per l’8xmille alla Chiesa cattolica non è necessario esibire un certificato di Battesimo, né tantomeno per fare un’offerta deducibile per il sostentamento dei sacerdoti. Proprio queste offerte sono al centro della Giornata di sensibilizzazione in calendario per domenica 20 settembre, in tutte le parrocchie del Belpaese.
Già da qualche anno, ormai, sono sempre di più quelle che aderiscono al progetto “Uniti possiamo”, raccogliendo offerte che vengono poi devolute all’Istituto centrale per il sostentamento del clero, affinché a nessuno dei circa 31.000 sacerdoti incardinati nelle diocesi italiane manchi il necessario per vivere e per potersi dedicare a tempo pieno all’annuncio del Vangelo. La legge 222 del 1985 prevede che proprio queste offerte, insieme a una parte dei fondi dell’8xmille assegnati alla Chiesa cattolica in base alle firme dei contribuenti, siano usati per questa finalità. Ma la strada da fare è ancora molta, visto che le offerte raccolte ogni anno coprono per meno del 2% il fabbisogno dei nostri sacerdoti.
Abbiamo raccolto, qui di seguito, tre testimonianze di come si vive, nelle nostre comunità, questo impegno per il sostegno economico della Chiesa: c’è il referente regionale del Sovvenire per il Lazio, un parroco emiliano e una donatrice di una parrocchia pugliese.
ANTONELLO: «C’È IN GIOCO MOLTO!»
Gli incaricati diocesani del Lazio si stanno muovendo molto bene. I risultati sono buoni e cresce il numero delle parrocchie e dei sacerdoti che in prima persona si impegnano nella raccolta delle offerte per il sostentamento, coinvolgendo anche la propria comunità, benché ci sia ancora una parte che è frenata dall’indifferenza. L’ideale, per tutti, sarebbe di non limitarsi solamente al messaggio da leggere alla fine della messa, ma di inventare altri tipi di iniziative per la sensibilizzazione e la raccolta di offerte, dando spazio alla fantasia e alla creatività. Il messaggio da far passare è innanzitutto che l’offerta per i sacerdoti, è un’espressione di riconoscenza per il proprio parroco e per tutti i parroci e il loro ministero. I valori in gioco sono alti: chi dona compie un importante gesto d’amore, perché ogni euro raccolto per questa finalità va a liberare una corrispondente quota dai fondi dell’8xmille, rendendola disponibile per le opere di culto e di pastorale e per quelle di carità, quindi a beneficio dei bisognosi e di tutte le nostre comunità: lì dove c’è da rifare un tetto, da realizzare un oratorio o una nuova chiesa.
ANTONELLO PALOZZI, diacono permanente, referente regionale Sovvenire Lazio
DON GIULIANO: «L’ESEMPIO TRASCINA»
La raccolta nelle mie parrocchie, nello scorso mese di dicembre, è stata molto generosa, superando ogni aspettativa. Con la mia comunità, quando pensiamo al sostentamento, sia dei sacerdoti che di tutta la Chiesa, citiamo sempre la descrizione delle prime comunità cristiane che c’è negli Atti degli Apostoli: si parla di prendersi a cuore, avere cura delle necessità di tutti. Un giorno un anziano sacerdote mi fece questa battuta: “Quando la fede arriva a toccare il portafoglio, vuol dire che ti sta proprio coinvolgendo”. Oggi mi rendo conto che è davvero così: quando una cosa ti sta a cuore sul serio, non ti lasci spaventare dai costi che devi affrontare per realizzarla e così è anche nella vita di fede. Più si è coinvolti, più ci si prendono a cuore anche le necessità economiche, compreso il sostentamento dei propri pastori, con regolarità e amore. Il segnale positivo che ho registrato nelle mie parrocchie mi conforta, perché spesso invece ho dovuto prendere atto di una certa disaffezione da parte di molti fedeli, specie sull’8xmille. Ascoltando le loro obiezioni, si torna sempre su cosa realizziamo con quei fondi e sull’esempio che diamo innanzitutto noi, sacerdoti e vescovi. Ecco perché, credo, dobbiamo impegnarci sempre più, noi sacerdoti per primi, in una corretta comunicazione di quel che si fa e in una esemplarità di vita e testimonianza.
DON GIULIANO SCOTTON, parroco Ferrara
ANNA MARIA: «IL POCO DI TANTI, TESORO PER MOLTI»
Oggi voglio dar voce a tutta la mia comunità parrocchiale, che ha scelto la corresponsabilità. Sono donatrice a sostegno dei sacerdoti insieme a tanti fratelli e sorelle della parrocchia Ss.ma Maria Assunta, nella diocesi di Oria. Non è il gesto estemporaneo di un singolo, ma di una famiglia che nel sacerdote riconosce “uno dei suoi”. Abbiamo compreso che il valore di un’offerta non si misura nella cifra raccolta, ma nell’unione di chi offre: il poco di ciascuno, unito al poco di tanti altri, diventa un tesoro per chi serve, sostenendo una missione grande. Di questa consapevolezza siamo grati al nostro parroco, don Domenico Carenza, che è anche referente regionale del Sovvenire. È lui che ha instillato in noi lo stile del dono e sta creando una rete. Il suo motto è “chi aiuta un sacerdote aiuta una comunità” e nella nostra comunità ce ne siamo potuti rendere conto direttamente perché, proprio grazie all’8xmille e alla parte di questi fondi liberata dalle nostre offerte, noi abbiamo, da due anni, un’opera segno che si chiama “I care”. È un progetto che si occupa di accompagnare l’educazione di preadolescenti con problematiche legate all’affettività, alla crescita o ai disturbi alimentari, sostenendo anche le loro famiglie.
ANNA MARIA BELLANOVA, avvocato e donatrice, diocesi di Oria