Quella parrocchia di Vietri che mantiene vivo il centro storico
Nella parrocchia di S. Giovanni Battista, a Vietri sul Mare (SA), don Mario Masullo guida una comunità che affronta con la fantasia della carità le vicissitudini di un centro storico sempre meno agevole da vivere e sempre più votato a fini turistici e ricettivi. E se i più anziani non riescono a recarsi in parrocchia... è la parrocchia che li raggiunge nelle loro case.
È conosciuta come la prima perla della costiera amalfitana, celebre in tutto il mondo per la sua ceramica artistica. A Vietri sul Mare, nell’arcidiocesi di Amalfi – Cava de’ Tirreni, a pochi chilometri da Salerno, è parroco dal 2010 don Mario Masullo, classe 1972, nella parrocchia intitolata a S. Giovanni Battista.
“Il nostro quartiere è centrale – racconta don Mario – e conta 3500 abitanti (la metà del totale di Vietri), per lo più persone di mezza età. Questa zona ha subito uno spopolamento per difficoltà abitative: gli immobili, infatti, sono stati sempre più destinati ad uso ricettivo-turistico, preferendo fittarli piuttosto che viverci. Il centro storico ha un tessuto variegato, con diversi punti di riferimento rispetto alla fede. Oltre alla parrocchia ci sono le suore di Nostra Signora dell’Eucarestia, istituto di diritto diocesano dell’arcidiocesi di Napoli, che si dedicano come principale impegno ad accudire ed educare i bimbi più piccoli, ma coadiuvano tanto per quanto riguarda la visita agli ammalati e agli anziani. Infine è presente l’Oratorio Centro giovanile Salesiano, ormai gestito solo dai cooperatori, e c’è il centro pastorale in cui confluiscono le attività parrocchiali”.
Don Mario ricopre diversi incarichi in diocesi; tra gli altri è vicario episcopale per la pastorale e cura l’aspetto formativo dei laici, è assistente di Azione Cattolica, anche a livello regionale, del settore giovani. “Non sono solo – riprende il parroco –; in parrocchia mi aiutano il viceparroco don Daniele Civale e don Andrea, cappellano delle suore. Un bel gruppo di catechisti si occupa dell’iniziazione cristiana, mentre gli animatori di Azione Cattolica, per la catechesi post cresima, cercano di tenere gli adolescenti legati alla comunità nell’età in cui spesso purtroppo ci si allontana facilmente. I percorsi per i giovanissimi sono complementari, tra oratorio e Azione Cattolica. Con il settore Adulti di AC stiamo approfondendo i documenti del Concilio Vaticano II (Gaudium et Spes prima e poi Dei Verbum) e abbiamo terminato il percorso con ritiri spirituali accompagnati da biblisti, per approfondire il rapporto tra la nostra vita e la Parola di Dio. In parrocchia è anche attivo l’apostolato della preghiera, una volta al mese, che viaggia in parallelo con la formazione degli adulti. La Caritas è interparrocchiale per le sei parrocchie di Vietri sul mare, ma il nostro Centro di ascolto è nevralgico. Un occhio particolare va alla formazione delle famiglie, delle coppie appena sposate e ai genitori che intendono chiedere il sacramento del Battesimo per i loro figli, insieme ai padrini e alle madrine”.
Pasquale Avallone, 68 anni, è ministro straordinario dell’Eucarestia, membro del Consiglio Pastorale di AC. “Il rapporto con gli ammalati che andiamo a visitare a domicilio – spiega – è sempre più forte e centrale nella nostra missione. Ci accolgono perché aspettano con ansia questo momento: sono anziani soli, spesso con difficoltà motorie o malattie senili. Siamo in tutto dieci ministri, comprese le suore. Lo scambio, la parola, quel rompere la solitudine, diventano valvola di sfogo; sono molti gli ultranovantenni che cercano un po’ di compagnia. Non di rado vivono in palazzi antichi senza ascensore, per via dei vincoli paesaggistici e della mancanza di fondi, e spesso per questo non possono raggiungere la parrocchia; e allora… è la parrocchia a raggiungerli. Nei mesi dedicati a Maria – maggio ma anche ottobre – scegliamo il Rosario e le celebrazioni itineranti, girando nelle chiese, nelle cappelle, nei santuari mariani, con un attesissimo pellegrinaggio a piedi a Pompei, distante da Vietri 25 km”.
Lidia Tesauro, 73 anni, ex dirigente dell’ente turistico provinciale, ha da poco celebrato le nozze d’oro; suo marito dirige una corale. “Tutte le nostre Messe – precisa – sono animate da corali, sia quelle feriali che quelle festive: Vietri è un paese di musicisti. In parrocchia sono stata catechista per molti anni, ora invece sono la referente della Caritas. Ogni mercoledì lo sportello Caritas è punto di ascolto e assistenza per chi ha bisogno; indirizziamo anche agli uffici per le procedure invalidità. Sosteniamo 25 famiglie sia della parrocchia che delle altre frazioni. Periodicamente sensibilizziamo la comunità alla raccolta alimentare nei negozi per rifornire la dispensa. Interveniamo per pagare bollette, farmaci e altre necessità primarie. Cava è la cittadella della Caritas ed è a noi di supporto per tutte le figure professionali oltre che per il dispensario farmaceutico e l’emporio alimentare”.
Gianluca D’Aliasi, 43 anni, gestisce una struttura alberghiera ed è un cooperatore salesiano. È referente dell’oratorio parrocchiale dal 2025. Ci formiamo con un salesiano una volta al mese. In oratorio si pratica sport, calcio e pallavolo, ma abbiamo dato vita anche ad un laboratorio di ciclofficina, dove dei ragazzi con problemi di apprendimento imparano a riparare bici, a smontarle e rimontarle. Abbiamo creato anche un laboratorio di ceramica e uno di uncinetto per i ragazzi e le ragazze della scuola media, oltre a uno sportello psicologico. La sede della casa salesiana è diventata, oggi, una casa di accoglienza religiosa, con un’associazione che gestisce l’ospitalità”.
“Nella nostra Vietri – conclude don Mario – i giovani che restano in sede e studiano tra Napoli e Salerno, non sprecano tempo e non si annoiano: sono dediti alla musica, alla ceramica, alla ristorazione. Tuttavia hanno sulla loro pelle quelle fragilità della modernità, i disvalori tendono a prevalere, come anche la diffidenza; la vita di fede è discontinua, superficiale, per questo occorre cambiare lo sguardo da parte di noi adulti con l’esempio. Possiamo recuperare potenziando quel senso di familiarità e calore tipici dei luoghi non metropolitani. La chiesa parrocchiale è sempre aperta per consentire ai turisti di visitarla ogni ora. Non dobbiamo lasciarci abbattere da spirali di odio e violenza che imperversano, guardiamo invece a chi compie il suo dovere. Lo spirito di gratuità che anima il nostro servizio in parrocchia e il prodigarsi senza riserve è l’anima della nostra realtà, in un tempo in cui tutto ha un prezzo. L’attenzione alla prossimità si rileva dalle donazioni che arrivano in Caritas, grazie alle quali non lasciamo mai nessuno solo”.
(di Sabina Leonetti foto gentilmente concesse da don Daniele Civale)