Vita della Santa
Nella prima agiografia del Beato Raimondo da Capua o.p. leggiamo che Agnese nacque da una agiata famiglia di Gracciano Vecchio a Montepulciano il 28 gennaio 1268. Da subito si evidenziarono segni di santità: alla sua nascita ceri accesi a mezz’aria illuminarono la stanza dove lei ebbe i natali e, poco più grande, dove pregava sbocciavano fiori e scendeva su di lei la manna, una celeste rugiada a forma di piccole croci segno di gradimento divino. Quella di Agnese fu una vita di grande sacrificio, preghiera, compassione e tenerezza verso tutti coloro che incontrava sul suo cammino. Spesso entrava in estasi e spendeva tutta sé stessa nell’osservanza degli insegnamenti di Gesù. Nel 1306 fondò il Monastero domenicano di Montepulciano, dove oggi si conserva il suo corpo. Nell’estate del 1316 si recò a Chianciano per curare il suo fisico malato, ma quell’acqua non era per lei. Nella cittadina termale fece scaturire una nuova polla d’acqua impreziosita dalla sua presenza, moltiplicò i generi alimentari, guarì e restituì la vita a due bambini annegati nelle vasche termali. Morì il 20 aprile 1317, lasciando incancellabili ricordi della sua santità e della sua potenza taumaturgica. Sul letto di morte consolando le consorelle disse: «Non vi lasciate sopraffare, figlie mie, dal dolore della mia dipartita: se, fin qui, per dono divino, vi sono stata utile in vita, vi assicuro che mi sperimenterete ancor più utile per l’avvenire tenendovi tutte unite e presenti sotto la mia protezione». Agnese dedicò la sua vita alla preghiera, alla meditazione e alla vita contemplativa. Seguì rigorosamente la Regola di Sant’Agostino che è anche quella dei Domenicani, rispettò i voti di povertà, castità e obbedienza, e ricercò la Verità attraverso la preghiera e lo studio delle Scritture. La tradizione le attribuisce, per sua intercessione, molti miracoli, fenomeni di levitazioni e visioni celestiali.
Agiografia
La devozione verso Agnese si manifestò fin dai tempi in cui era madre superiora. La fama della giovane abbadessa si diffuse presto tra il popolo, grazie ai prodigi che Dio compì tramite lei e ai doni speciali che le erano attribuiti. Secondo la tradizione, quando Santa Caterina da Siena si inginocchiò devozionalmente davanti al corpo incorrotto di Agnese per baciarle il piede sinistro, quella, riconoscente, lo sollevò per accogliere quel gesto.
Questo evento fu interpretato come un segno di profonda umiltà e di comunione spirituale tra le due grandi mistiche unite dell’appartenenza all’Ordine Domenicano. La vita di Agnese fu segnata dalla devozione, dalla pietà e dai miracoli, e divenne un esempio di santità per intere generazioni. Il suo servizio, volto al benessere della comunità monastica e di tutti coloro che manifestavano povertà, fragilità o bisogni materiali e spirituali, fu assoluto. Agnese rimane quindi una fulgida stella, come cantiamo nelle lodi a lei dedicate, figura autenticità da imitare.
Intervista impossibile del Card. Augusto Paolo Lojudice alla Santa
Fin dall’infanzia hai sentito il desiderio di unione con Dio: come possiamo riconoscere e incoraggiare nei bambini e nei giovani la vocazione alla preghiera e alla vita spirituale, senza imporre né forzare?
Si, è vero, ho sempre creduto nella forza della preghiera. Nella preghiera ho trovato anche rifugio e consolazione. Sin da bambina ho sempre pregato molto insistentemente. Un giorno, ma si ripetette per nove domeniche consecutive, pregavo così concentrata da non sentire la campana che richiamava in chiesa per la funzione religiosa e fui comunicata per le mani di un angelo del Signore. Sono convinta che i piccoli siano il nostro futuro. Poter stargli accanto, avvicinandoli alla preghiera, pregandoci insieme, è un segno di grande amore nei loro confronti. I piccoli che pregano sono una vera forza. Educarli a pregare significa fargli sperimentare il contatto più profondo con Dio che è amore e misericordia. Non ho mai imposto o forzato nessuno a pregare, ma ho accompagnato le persone a sperimentare i benefici che ne possiamo trarre.
Hai custodito l’umiltà pur ricevendo doni straordinari: come possiamo oggi vivere con modestia e gratitudine le capacità e i talenti che Dio ci dona, evitando superbia o autosufficienza?
Solo mettendo al centro di ogni nostra azione Dio e la persona umana potremo mettere in pratica i talenti che il Signore ci ha donato portando buon frutto. Siamo tutti diversi, tutti figli di Dio è questo è meraviglioso. Dobbiamo aiutare gli esseri umani a capire che solo puntando sulla comprensione, il perdono e la gioia di essere cristiani potremo salvare questo nostro mondo così dilaniato e sofferente. Una volta a Chianciano Terme, entrando ai Bagni, fui canzonata da un gruppo di giovani per l’abito monacale che indossavo. Il gruppo di persone che mi accompagnava si indignò fortemente, ma io non mi scossi minimamente e ripagai con la benevolenza: giunta all’ostello che mi ospitava, feci mandare, in regalo, ai quei giovani dei polli arrosto ben cotti che a quei tempi erano una rarità.
Hai assunto grandi responsabilità in giovane età: come possiamo sostenere i giovani chiamati a compiti importanti, affinché crescano nella fiducia, nella responsabilità e nella serenità, senza essere sopraffatti dall’ansia?
E’ vero ho assunto delle responsabilità, ma sempre confidando nell’aiuto di Dio e in spirito comunitario con le mie consorelle. Ogni traguardo è il frutto di impegno, sacrificio e dedizione condiviso. Ai giovani di oggi dobbiamo far capire che nulla arriva per caso, ma tutto fa parte di un percorso di crescita umana e professionale. Nulla è facile, sia chiaro: ma proprio per questo raggiungere un obiettivo ci deve donare una grande soddisfazione in un mondo dominato dall’ansia e spesso dall’improvvisazione. Applicazione, sacrificio sono il sinonimo di successo, di buona riuscita.
Hai vissuto penitenze e desiderio intenso di unione con Cristo: come possiamo discernere nella vita quotidiana il giusto equilibrio tra aspirazioni spirituali elevate e cura della nostra salute e dei doveri verso gli altri, senza fuggire dalle responsabilità?
Non possiamo percorrere il nostro cammino sulla terra curvi sui pensieri materiali, ma soprattutto noi cristiani dobbiamo essere portatori di speranza, di amore e di gioia. Dobbiamo essere quelli con il naso all’insù: i piedi a terra e il cuore rivolto al Signore. Sono tante poi le volte che bisogna fermarsi, riflettere e talvolta rinunciare. Anche questo ha un valore. Sì, perché proprio quando ci sentiamo sconfitti, non arrivati che dobbiamo alzare lo sguardo dalla terra, puntarlo al cielo e confidare.
Segni Iconografici distintivi
È ritratta con l’abito monacale domenicano, simbolo della sua vita consacrata: il nero della penitenza ed il bianco del candore, con il giglio in mano a significare purezza e castità, mentre regge un modellino di Montepulciano per indicare la sua protezione sulla città. Talvolta appare in contemplazione del Crocifisso o con il Bambino Gesù tra le braccia, segno della sua intensa devozione e della familiarità spirituale con Cristo. Spesso accanto a lei si trovano i fiori, un agnello, simbolo di innocenza e sacrificio ed il libro della Bibbia.
Tradizione gastronomica legata al culto
Le celebrazioni in onore di Agnese di Montepulciano si svolgono tradizionalmente il 20 aprile, giorno della sua memoria, e proseguono fino al 1° maggio giorno della festa popolare di Sant’Agnese con la grande fiera che un tempo durava tre giorni. Anche l’apertura dell’anno contradaiolo della manifestazione storica del Bravio delle Botti con un solenne corteo per le vie della città colora con le bandiere al vento e sottolinea questi giorni di festa.
La gastronomia locale riflette le eccellenze del territorio e la semplicità nell’elaborazione dei piatti tipici. Sono per lo più cibi semplici, fatti in casa che esaltano la genuinità delle eccellenze agroalimentari della Valdichiana. Tra i prodotti tipici vi è il celebre “Vino Nobile di Montepulciano”, quale simbolo di prosperità e condivisione comunitaria. Accanto al vino, vengono preparati piatti tradizionali toscani, come pane casereccio non salato, salumi locali, formaggi e dolci tipici, che vengono anche esposti sui banchi della fiera del I di maggio.
Curiosità
Tra le tante visioni avute da Agnese di Montepulciano si racconta che la notte dell’Assunta ella abbia tenuto tra le braccia Gesù Bambino e nella restituzione del Figlio alla Madre abbia strappato dal collo del piccolo Gesù una collanina con ciondolino oggi custodito tra le reliquie nel Santuario Agnesiano. Durante un’altra visione ricevette dalla Vergine tre piccole pietre pegno di una futura fondazione, quella di Montepulciano, Questi episodi sottolineano la profonda comunione della santa con il divino e la sua speciale vicinanza al mistero dell’Incarnazione.
Preghiere a Santa Agnese di Montepulciano
O Santa Agnese di Montepulciano, vergine,
che sei speranza e sostegno di quanti a te ricorrono,
rivolgi dal cielo, dove vivi gloriosa accanto a Santa Caterina,
il tuo sguardo benigno e vieni in nostro aiuto.
O Sant’Agnese, sposa di Cristo,
intercedi per la nostra salute dell’anima e del corpo.
Vigila sulle nostre famiglie, sui nostri cari, sui benefattori del Santuario,
sul nostro lavoro e su tutta Montepulciano.
Come ultima grazia, ti chiediamo di ottenere sante vocazioni per l’Ordine Domenicano
e per la Chiesa intera, affinché molti giovani possano seguire l’esempio della tua fede,
della tua umiltà e del tuo amore per Dio e per il prossimo.
Amen.
(di Autore Anonimo)
O gloriosa Santa Agnese di Montepulciano,
vergine pura e fedele sposa di Cristo,
tu che fin da giovane consacrasti la tua vita al Signore
nella preghiera, nella penitenza e nell’amore ardente per l’Eucaristia,
guarda con bontà a noi che ricorriamo alla tua intercessione.
Tu che fosti luce per la città di Montepulciano
e guida sicura per tante anime assetate di Dio,
ottienici una fede viva e perseverante,
un cuore umile e puro,
e la grazia di compiere sempre la volontà del Padre.
Intercedi per le nostre famiglie,
sostieni chi è nella prova,
consola chi soffre nel corpo e nello spirito,
e accompagnaci nel cammino verso la santità.
Fa’ che, sul tuo esempio,
sappiamo amare Gesù sopra ogni cosa
e trovare nella preghiera la nostra forza e la nostra pace.
Amen.
(di Autore Anonimo)
Fonti
- I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire, Luigi Luzi, Shalom Editrice.
- Il grande libro dei santi, dizionario enciclopedico diretto da C. Leonardi, A. Riccardi, G. Zarri, San Paolo Editore.
- I santi secondo il calendario, prefazione di Gianfranco Ravasi, edizioni Corriere della Sera.
- Martiri e santi del calendario romano, Enrico Pepe, Edizioni Città Nuova.
- I Santi nella Storia. Tremila testimoni del Vangelo, San Paolo Editore.
- Bibliotheca Sanctorum, Istituto Giovanni XXIII, Pontificia Università Lateranense.