La bussola di San Giuseppe indica la fraternità e il servizio
Salerno: don Nello Senatore, sorriso facile e parlata rapida, da un anno e mezzo è il parroco di San Giuseppe lavoratore. La parrocchia è un punto di riferimento fondamentale non solo per la vita di fede ma per la tutela delle donne e le adozioni internazionali, per l'integrazione di chi è diversamente abile e per la crescita culturale del territorio. E ospita un bel modello di fraternità sacerdotale.
Essere punto di riferimento, porto sicuro quando le bufere e le mareggiate della vita sembrano far perdere la bussola. A Salerno la parrocchia di San Giuseppe lavoratore rappresenta un approdo sicuro. Siamo in un quartiere residenziale della città, sorto a fine anni Sessanta, benestante, con alberi imponenti che arredano un’area a 20 minuti dalla stazione ferroviaria. La parrocchia è nota come punto di incontro per numerose attività, dal centro culturale – con la presentazione di libri sul territorio- allo spazio dedicato all’arte, grazie al teatro parrocchiale.
“Nei decenni passati la comunità aveva una popolazione medio borghese; attualmente è, nella maggioranza, composta da anziani, con figli – giovani professionisti – disseminati in svariate città. Il numero degli abitanti rimane sostanzioso, circa 10.000 persone. San Giuseppe, ancora oggi, è un riconosciuto centro di aggregazione”. Don Nello Senatore, sorriso facile e parlata rapida, da un anno e mezzo è il parroco di questa dinamica comunità.
Qui è sorto uno dei primi tentativi di Fraternità sacerdotale formata da presbiteri residenti e semi stanziali. A questa speciale “famiglia” prende parte monsignor Luigi Moretti, arcivescovo emerito di Salerno. “Ogni giovedì, per solennizzare l’esperienza comunitaria, si uniscono altri sacerdoti e diaconi”, precisa il parroco. Giornalista e insegnante, il sacerdote dirige l’Istituto di Scienze Religiose “San Matteo” di Salerno, un compito molto impegnativo che, grazie alla collaborazione di volontari e associazioni, riesce a portare avanti con attenzione e cura. La relazione tra persone di varie età e la capacità di ascolto, sono elementi essenziali per il cammino parrocchiale e necessitano anche di locali idonei.
Gli ampi spazi della parrocchia sono il cuore di una svariata serie di iniziative e incontri per gruppi come “La Crisalide in Rete”, sorto per contrastare la violenza sulle donne.
“Nasce nel 2019 grazie al sostegno del nostro don Nello – spiega la giovane presidente Roberta Bolettieri – . Dal 2025 una delle realtà dell’associazione, il Centro Antiviolenza Febe, è ospitata a San Giuseppe. In un anno 50 donne sono state seguite e accolte; si tratta di persone in grave pericolo a cui sono garantiti percorsi psicologici, consulenza ed assistenza legale”.
È parte di un lavoro complesso e delicato per donare autonomia a chi si trova in difficoltà, “un impegno per offrire nuove opportunità a chi ha sofferto molto”, continua Roberta. L’indipendenza delle ragazze è uno degli obbiettivi della Crisalide. “Sono iniziati dei corsi professionalizzanti – precisa la presidente – per facilitare la ricerca di una vita migliore: la conquista di una nuova indipendenza, anche economica, dona fiducia in sé stessi, ed è da lì che bisogna ripartire”.
Le operatrici sono tante, come Francesca Carpinelli, anche lei giovane, avvocato e coordinatrice del centro. “Dopo un’esperienza al Tribunale per i Minorenni ho deciso di specializzarmi ed orientare la mia professione alla tutela delle fasce vulnerabili”, puntualizza. Il centro accoglie donne provenienti da tutta la provincia ed è accreditato al numero nazionale antiviolenza 1522 su reati come lo stalking.
Anche chi si prende cura delle coppie e dei bambini, specialmente quelli meno fortunati, privati del calore di una famiglia, ha un suo spazio in parrocchia. “Ci impegniamo per i più fragili, i piccoli che per svariate ragioni non possono stare con i genitori”. Gerardina Paciello è la responsabile di donne e uomini che hanno scelto di rimanere accanto a loro. Lo fa guidando “Il Mantello”, un ente autorizzato dalla Commissione per le adozioni internazionali presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. “L’esperienza nasce nel 1997 dalla volontà di alcune famiglie e con l’aiuto di don Nello, uno dei soci fondatori – ricorda Gerardina -. Oggi più di mille bimbi hanno una famiglia”, afferma con soddisfazione mentre sfoglia il calendario che, mese per mese, svela una storia di accoglienza. Promuovere la cultura dell’adozione e la protezione dei bambini privi di tutela e affetto, è un impegno che i soci vivono con responsabilità. “Il Mantello”, associazione accreditata in Brasile, Bulgaria, Zambia e in Messico, è attenta al sostegno anche nelle adozioni a distanza di bambini con famiglie in difficoltà temporanea. “Il nome che ci siamo dati fa riferimento al mantello della Vergine Maria, un manto che copre chi ha più necessità” chiarisce, manifestando la fede che le dà forza nei momenti difficili.
Sono tante le persone coinvolte nel servizio in parrocchia: nel coro, nella formazione biblica, come anche nel gruppo lettori, in quello liturgico e dei sacristi.
Annamaria Salerno è la responsabile dei catechisti, un incarico affidatole dal parroco che svolge con una fedeltà tale da coinvolgere suo figlio, Andrea Fedele, 23 anni, ministrante, attivo nel gruppo giovani, in un percorso alla scoperta della fede e della cultura. La celebrazione dei sacramenti, base del cammino di crescita cristiana, vede l’impegno di Lidia Pioda, responsabile della Liturgia e ministro straordinario dell’Eucaristia.
La passione per i media di don Senatore ha fatto sorgere una struttura di comunicazione, “Elpis” (speranza, in greco), dove giornalisti e ragazzi autistici sono impegnati nella realizzazione di servizi mediali e di post produzione. Il centro TV “San Giuseppe” inoltre, trasmette la messa sui canali web e realizza programmi culturali. Il parroco ha riunito tutti per un caffè e presentare questo cantiere di vita ricco di momenti anche festosi e leggeri.
“Che parrocchia ho in mente? Quella che cammina secondo il Vaticano II – chiosa don Nello -: la liturgia, la carità, l’evangelizzazione e la comunicazione, nello spirito della sinodalità, aprendosi alla città e non autocelebrandosi mai”.
(di Nicola Nicoletti – foto gentilmente concesse da Giuseppe Leone)