1 Aprile 2026

Genova: insieme ai ragazzi delle scuole, per ricominciare a sognare

Le Giornate della Scuola, giunte alla terza edizione, quest'anno sono state dedicate al tema “Capaci di sognare”. Organizzate nel mese di marzo dall’Ufficio scuola dell’arcidiocesi di Genova, con il patrocinio dell’Ufficio scolastico territoriale, si sono rivolte a tutte le scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie, come ci ha raccontato don Francesco Calabrese, vicario episcopale per l'annuncio del Vangelo e la missionarietà.

“Se uno sogna da solo, il suo rimane un sogno; se il sogno è fatto insieme ad altri, esso è già l’inizio della realtà”. È una frase di Dom Helder Camara lo slogan scelto per le Giornate della Scuola, sul tema “Capaci di sognare”, giunte alla terza edizione e organizzate nel mese di marzo dall’Ufficio scuola dell’arcidiocesi di Genova, con il patrocinio dell’Ufficio scolastico territoriale e rivolte a tutte le scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie.
“Una sfida educativa a 360 gradi – ci spiega don Francesco Calabrese, 65 anni, vicario episcopale per l’annuncio del Vangelo e la missionarietà -. Il nostro primo obiettivo è quello di uscire dalla chiesa in senso stretto, con una pastorale scolastica che sia innanzitutto culturale: e la cultura si forma attraverso tematiche educative. Sarebbe stato più semplice limitarci a organizzare una messa con i docenti di religione cattolica, ma nel mondo laico non ci puoi entrare in modo confessionale; per questo abbiamo coinvolto tutte le discipline e tutte le scuole statali e paritarie, grazie alla splendida location offertaci dal Comune per tre giorni: il Palazzo Ducale”.

Il tema è stato declinato in tre dimensioni: quella politica (pace, giustizia, libertà, bene comune, ecologia integrale), la dimensione culturale (intercultura, integrazione, nuove tecnologie) e quella religiosa (incontro tra le religioni, domande di senso, progetto di vita). Millecinquecento studenti hanno vissuto un’esperienza intensa di approfondimento sul tema del sogno, personale e comunitario, capace di costruire il futuro. Oltre 50 classi di scuole diverse si sono incontrate, vivendo una prima parte delle giornate in gruppi laboratoriali e una seconda parte in plenaria. Tra una lettura e l’altra si sono vissute esperienze, ascoltate testimonianze,  incontrati molti ospiti.

“Un anno di preparazione – dichiara il prof. Massimiliano Costa, docente in pensione e responsabile dell’ufficio scolastico diocesano – per costruire un futuro di senso e non arrenderci alla tristezza, alla banalizzazione, al mordi e fuggi. L’arcivescovo Marco Tasca mi ha chiesto ripetutamente di coinvolgere tutto il mondo scolastico, senza distinzioni. Riprendendo il magistero di Paolo VI sulla Chiesa esperta in umanità e gli inviti di Papa Francesco, ribaditi già da Papa Leone XIV, a valorizzare le periferie dell’umanità e a perseverare sulla strada dei sogni, ci siamo interrogati su come la Chiesa possa mettersi al fianco di uomini e donne. Non voleva essere un’attività catechistica nelle scuole ma una riflessione condivisa su tematiche che attraversano la quotidianità”.

Elisabetta Droguet, insegnante di religione nella scuola primaria, ha coordinato una ventina di docenti di tutte le discipline nel realizzare tre laboratori per fasce di età, come strumento per arrivare a immaginare un sogno. “Il sogno – ci ha detto – si confonde con il desiderio di perdere, è qualcosa che dura un attimo. Invece i bambini sono arrivati a costruire la “stella” del proprio sogno personale sviluppando un pensiero filosofico adatto alla loro età ed è bello constatare come, per loro, non ci siano risposte giuste o sbagliate: questa è la motivazione che innesca il pensiero libero e non li attanaglia con ansie e paure. Sono molto più propensi di quanto pensiamo a mettersi in ascolto attivo e consapevole nel gruppo, per essere protagonisti in modo equilibrato. È emerso il desiderio delle stelle e di una felicità non effimera, ma duratura”.

Ciò che ha reso queste giornate memorabili, tra le altre cose, è stato il servizio di accoglienza e accompagnamento di alcune scuole superiori. Maria Letizia Borello, docente di religione al liceo classico Doria, racconta: “Ci siamo occupati di animazione, logistica, iscrizioni, informazioni per i partecipanti, cura nelle interviste. Gli studenti liceali (32 volontari di due licei) sono stati entusiasti di guidare i loro coetanei presenti nella conoscenza del territorio ed essi stessi hanno avuto l’opportunità di conoscersi meglio tra loro. Questo conferma che i nostri adolescenti vogliono sentirsi accolti, amati, protagonisti e questo li rende disponibili, oltre il desiderio di sognare una professione. Il rifiuto isola e spesso genera mostri: nelle nuove generazioni è sempre più impellente questo bisogno di protagonismo e socialità, oltre alla carriera scolastica e professionale. Queste giornate sono state soprattutto dialogo, non dobbiamo rinunciare alla nostra identità, ma andare incontro all’altro, far crollare le barriere”.

Mario Predieri, preside in pensione del liceo classico Mazzini, ha coordinato  un gruppo di lavoro con tre classi. “Nel nostro confronto abbiamo rivisto la Costituzione Italiana come un sogno nato all’indomani della guerra. Per i nostri ragazzi il dialogo con attori e costituzionalisti ha generato integrazione fra diritti e doveri. Può succedere che per molti di loro il sogno dello spettacolo e del successo vada a infrangersi contro la realtà e quindi bisogna aiutarli a stare comunque con i piedi per terra. La persona, però, resta al centro al di là dei temi condivisi.” La conclusione delle giornate è stata affidata all’arcivescovo Marco Tasca, che ha invitato i giovani a dare pienezza alla loro vita non focalizzandosi solo su sé stessi, ma perseguendo la dimensione comunitaria del vivere con gli altri. “Prima di essere cristiani siamo responsabili del buono e del bello – ci ha detto ancora Elisabetta Droguet -. Abbiamo vissuto iniziative trasversali rivolte a tutti, ma dobbiamo cercare, come ha fatto Gesù, di vedere ciascuno nella sua unicità, perché è anche nell’imperfezione che si trova la bellezza”.

“Il materiale del libretto che abbiamo distribuito nelle scuole – conclude don Giuseppe Calabrese – attinge da don Beppe Diana e Raoul Follereau a Dietrich Bonhoeffer e Madre Teresa di Calcutta, da Pericle a Martin Luther King, da Pascoli, Ungaretti e Gianni Rodari, fino ad Antoine De Saint Exupéry, Péguy, Salinas, Nazim Hikmet ed Edgar Allan Poe, senza disdegnare le canzoni di Roberto Vecchioni e Fabrizio De Andrè. Dobbiamo essere capaci di sognare, con Cristo Risorto che ci accompagna nel cammino. Il sogno di Dio si realizza nel sogno dell’uomo: da soli facciamo fatica, ma quando cadiamo Cristo è sempre pronto a risollevarci”.

(di Sabina Leonetti – foto gentilmente concesse da Massimiliano Costa ed Elisabetta Droguet)

1 Aprile 2026
raccontaci

Hai una storia da raccontarci?

Condividi la tua esperienza, ti potremo contattare per saperne di più.

Iscriviti alla nostra newsletter