“Annunciate dai tetti”: una Chiesa in uscita anche grazie alla rete
“Annunciate dai tetti”, associazione fondata da don Domenico Bruno insieme ad altri 6 soci nel marzo 2021, oggi è un vero e proprio laboratorio multimediale che attraverso lo storytelling, cioè l’arte del racconto, contenuti grafici e brevi video, come i reel di Instagram, si occupa di promozione sociale attraverso i nuovi mezzi di comunicazione.
Era il 2015 quando “Annunciate dai tetti” nasce come canale Telegram ispirato al brano di Matteo 10,27, per portare l’annuncio del Vangelo nella Rete. In quel periodo don Domenico Bruno studiava Teologia Pastorale e Comunicazione a Roma. Dopo qualche anno, volendo lavorare in Radio scoprì il mondo del podcast che presto diventò la sua vocazione nella vocazione. Il podcast poteva rendere la voce internazionale, se non mondiale e si sarebbero potute aiutare molte persone a incontrare il Vangelo e a formare cristiani in terre di missione. Così nel 2021, insieme ad alcuni simpatizzanti di questa idea, don Domenico fece diventare “Annunciate dai tetti” un’associazione di promozione sociale. Il nome risuona come un’esortazione che vuole ricordare l’invio alla missione che il Signore ha consegnato agli uomini. I tetti, anticamente, erano i punti più alti che nelle città venivano usati per dare annunci importanti. Nel tempo quei tetti sono diventati campanili e oggi internet e social media sono diventati i luoghi in cui ci si ritrova e ci si informa.
Oggi l’associazione conta quasi 20 iscritti motivati dall’annuncio del Vangelo in modo mediatico, cresciuto nell’esperienza e negli strumenti impiegati. Se inizialmente si è configurata un vero e proprio laboratorio multimediale che mediante l’arte del racconto produce contenuti grafici e brevi video, oggi si occupa di formazione alla missione digitale organizzando e proponendo corsi ed eventi culturali. Grazie all’ingresso di nuovi soci, dal sito www.annunciatedaitetti.it è possibile ascoltare la webradio, “RaDIOon” la radio dallo Spirito divino, e vedere la webtv, “Il CenacoloWebTv” (quest’ultimo raggiungibile anche su Youtube). Il sito è in aggiornamento ma è in arrivo una app che renderà più semplice la fruizione di questi e altri servizi.
Già il Concilio Vaticano II nel ’64 con Inter Mirifica, il decreto sugli strumenti di comunicazione sociale approvato dal, definiva le invenzioni tecniche come “meraviglie” dentro le quali muoversi intravedendo in esse delle occasioni di evangelizzazione. Dopo 62 anni, Papa Leone XIV con l’enciclica Magnifica Humanitas, definisce il progresso tecnologico come una nuova strada per il bene comune, invitando a discernere come abitare questo tempo. Annunciate dai tetti si inserisce perfettamente in questo solco grazie ai corsi e ai progetti che organizza per cercare non solo di offrire un’alfabetizzazione tecnologica, ma anche di raccontare storie e volti della magnifica umanità creata da Dio.
Lo sa bene Dario, presidente della cooperativa “Casa di carta”, a Trani (BT) che si occupa di disturbi cognitivi e in particolare dello spettro autistico. In un contesto nel quale le barriere comunicative sono ostacoli difficili da superare, la produzione di un podcast è stata un’esperienza utile per far conoscere alla collettività, in modo semplice, la condizione particolare che vivono i ragazzi seguiti dalla cooperativa e come poterli aiutare integrandoli nel miglior modo possibile.
Apprezzato sia dalle terapiste che dai genitori che hanno parlato della quotidianità dei propri figli, il progetto ha dato voce alle loro storie entusiasmando tutti. “Mi sono emozionato ad ascoltare le storie narrate dai genitori, storie belle, divertenti, simpatiche, commoventi, una bomba di emozioni – ricorda Dario – raccontate in maniera alternativa un po’ come la vita dei bambini”.
Lo sanno bene gli utenti del gruppo “Fare Assieme” del Centro Salute Mentale dell’ASL Bat che hanno svolto un laboratorio estivo raccontando con ironia le proprie difficoltà nel podcast “Capa Allegra”, rompendo quei tabù ghettizzanti e discriminanti di persone che hanno avuto un blackout dopo una vita “normale”, come Enzo che ricorda i suoi anni da ragazzo trascorsi in radio: “il laboratorio svolto insieme mi ha trasmesso tanta adrenalina perché mi ha riportato all’esperienza vissuta per vent’anni in diretta radiofonica e mi ha aiutato a ricordare che sono ancora buono”.
Lo sanno bene anche alcune medie di Milano, Barletta e Bitritto, ma anche alcuni licei di Roma e Sorrento che, attraverso il metodo dello “storytelling pastorale” sviluppato da Annunciate dai tetti, hanno imparato a raccontare le proprie emozioni e anche le conoscenze didattiche. “Ho imparato che le mie emozioni sono importanti e hanno sempre qualcuno che ha voglia di ascoltarle” dice Edoardo di Milano. A Barletta, invece la III A riconosce che “il podcast ci ha aiutato a capire che la tecnologia non è solo un passatempo, ma uno strumento che, se impiegato bene, ci può aiutare a studiare in modo più divertente”.
Una passione sbocciata tra una cantina, dove sono nati i primi esperimenti multimediali, e i banchi di teologia e che ha, poi, travalicato i muri della parrocchia. Il podcast, che fino al 2004 era uno strumento sconosciuto – il termine fu coniato dal giornalista della BBC, Ben Hammersley, e secondo i dati dell’Ipsos Digital Audio Survey è un prodotto apprezzato per lo più da utenti giovani –, è un contenuto audio registrato e poi diffuso via internet. Dietro c’è un vero e proprio lavoro di studio e postproduzione. Proprio in virtù delle energie che questa attività richiede, “Annunciate dati tetti” è oggi un riuscito esperimento di promozione culturale e sociale che ha superato anche le resistenze del territorio, attraverso la realizzazione del primo presepe multimediale, che ha attirato 3000 visitatori. Un gioco di luci, parole e profumi che ha ridato voce, in soli 7 minuti, ai protagonisti della natività, attraverso il podcasting e lo storytelling.
Questo modo di comunicare ha attirato l’attenzione anche di una scuola di musica locale che ha chiesto a don Domenico di tenere un corso di podcast, un fiore all’occhiello nel territorio che si configura come prima esperienza del genere sul territorio offrendo ai giovani studenti la possibilità di imparare sia gli aspetti tecnici di questo strumento, ma anche la capacità di riflettere e proporre in modo originale tematiche diversamente evitate dai coetanei.
E poi c’è il piccolo Thomas che si è avvicinato all’Associazione come assistente tecnico e oggi lavora in modo indipendente facendo Service per eventi.
Uso responsabile, attenzione alla dimensione sociale, raccontare il bello e rendere protagonisti i membri stessi delle varie realtà sono i punti di forza di questa associazione.
Progetti di questo tipo sono stati avviati non solo nelle scuole, ma anche nelle comunità religiose. Le suore adoratrici del Sangue di Cristo di Trani, ad esempio hanno commissionato un podcast sul carisma e sulla storia della fondatrice e dei podcast tematici a puntate.
Tra le nuove sfide dell’associazione ci sono la webradio e la webtv che promettono per il momento di aiutare a pregare mediante un palinsesto religioso, ma con il tempo auspica a confezionare programmi originali ispirati all’insegnamento cristiano e tenuti da eventuali nuovi volontari collaboratori. Nel frattempo, si lavora per una scuola di Missionari digitali che partirà col nuovo anno pastorale e con un corso di aggiornamento per l’USMI Puglia approfondendo gli aspetti proposti da Papa Leone XIV sulle nuove tecnologie e sull’AI per imparare a guardare con fiducia a questi strumenti.
A raccontare le potenzialità delle nuove frontiere della comunicazione digitale è Mariangela, socia fondatrice dell’associazione e che collaborava con don Domenico ancora prima che “Annunciate dai tetti” fosse costituita.
“Per il mondo ecclesiale – osserva Mariangela – è un’opportunità da sfruttare per coinvolgere molta gente, che spesso non si riuscirebbe a raggiungere con gli strumenti tradizionali. È un modo per far conoscere, al proprio territorio ma anche altrove, quello che si sta costruendo. Anche perché da un prete ci si aspetta che parli solo di certi argomenti, invece così si può interagire con persone anche al di fuori della realtà ecclesiale e su temi diversi. È entusiasmante confrontarsi, sia per noi che abbiamo realizzato il podcast ma anche per chi lo ascolta. Credo che il bello sia anche qui: ritrovarsi ad approfondire argomenti di cui solitamente non si discute con gli amici al bar”.