27 Novembre 2023

Cerignola: abbandonare la strada e riprendersi il futuro

Don Pasquale Cotugno, direttore della Caritas diocesana di Cerignola-Ascoli Satriano, ha messo la sua passione per la musica a servizio del centro educativo per minori "Diorama" e della cooperativa sociale "Charlie fa surf". A Cerignola la lotta alla dispersione scolastica e la sfida dell'emergenza educativa vedono la comunità cristiana, con lui, veramente in prima linea.

Dall’animazione di strada a un progetto educativo più articolato e variegato, fra immagini, parole, modelli di riferimento – don Lorenzo Milani, don Tonino Bello, Carlo Acutis -. Colori vivaci e suoni che inchiodano o spiazzano. Siamo a Cerignola (FG), nel centro per minori e adolescenti Diorama, nato grazie anche ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica e a Caritas italiana.
A farci da guida è don Pasquale Cotugno, direttore della Caritas diocesana di Cerignola-Ascoli Satriano.
Colpiscono i loghi non comuni dell’ambiente che calpestiamo e con molta semplicità lui ci spiega che tutto ha origine da alcune sue “fissazioni” per così dire artistiche. “Sia Diorama che Charlie fa surf sono due titoli di canzoni della band toscana dei Baustelle – esordisce don Pasquale, circondato da operatori entusiasti -. Charlie fa surf, che dal 2021 è una cooperativa sociale, è un brano del 2008 che parla dell’adolescenza e dei disagi che un ragazzo può provare, dalla voglia di non crescere fino al desiderio di ribellarsi, cercando una via di fuga da una società di adulti che, ignorando i malesseri dell’età giovanile, sceglie la violenza e la severità come unica soluzione.
La canzone è ispirata a Charlie Don’t Surf, scultura degli anni ’90 di Maurizio Cattelan, nella quale è rappresentato un bambino con le mani inchiodate al banco di scuola con le matite, ossia l’oppressione di un’istituzione scolastica e di una cultura che non riusciva a star dietro al bambino (a sua volta ispirato ad un dialogo del film Apocalypse Now, contro la guerra e a favore del disarmo, che aveva ispirato anche il brano omonimo dei Clash). Charlie fa surf diventa appunto il modo per schiodare questo bambino da una cultura oppressiva ed è un inno alla libertà: la matita che opprime libera il bambino con la tavola da surf.
“Il nostro progetto – precisa don Pasquale – diventa uno strumento culturale in mano ai bambini per riappropriarsi del proprio futuro. Diorama invece è la ricostruzione che si fa nei musei; infatti, il sottotitolo del nostro progetto è il luogo in cui si può crescere e si può sognare e simboleggia la costruzione di un luogo sicuro. La tavola che nel progetto Charlie fa surf diventava una matita, ora si inchioda in un quartiere e diventa un luogo in cui il bambino può abitare, stare e crescere, ma soprattutto avere gli strumenti necessari per sviluppare sé stesso”.
L’emergenza educativa è trasversale a tutti i quartieri in una città, Cerignola, con 60mila abitanti, e dove il numero dei minori segnalati per reati contro il patrimonio, violenza e spaccio eguaglia quello del capoluogo pugliese, Bari.

La dispersione scolastica è una piaga che sfugge al controllo dei dati.

L’idea di fondo è creare un centro in ogni zona.
Per contrastare la dispersione e fornire orientamento al lavoro per minori e giovani della diocesi è nata questa cooperativa sociale, gesto concreto del Progetto Policoro, luogo d’incontro fra operatori che, da tempo, svolgono il servizio di prossimità nel settore dell’animazione giovanile, dell’assistenza ai bisognosi, dell’immigrazione, dell’educazione alla legalità.
Il Centro è aperto dal lunedì al venerdì nelle ore pomeridiane e fornisce a 50 utenti, di età compresa tra i 6 e i 17 anni, sostegno scolastico, attività ludico ricreative, laboratoriali, sportive, teatrali, musicali. Sorge nella Parrocchia Addolorata e nei mesi estivi resta aperto anche la mattina. Ospita il grest estivo, è sede del servizio civile Caritas e del tirocinio in Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Foggia, ospitando soggetti affidati dagli Uffici locali di esecuzione penale esterna e dall’Ufficio di servizio sociale per minorenni, per percorsi di messa alla prova, di educazione alla legalità, e alternativi alla sospensione scolastica. Collabora con altre organizzazioni del territorio, cooperative e centri educativi e con il Comune di Cerignola. Si avvale di 6 operatori.
Carla Conte, laureata in lettere, 30 anni, è responsabile del Centro Diorama. Al suo attivo ha diverse esperienze sul solco di progetti educativi di altri centri o antecedenti all’apertura ufficiale del Diorama in piena pandemia (ottobre 2020). Coordina tutte le attività e al mattino le mamme con i corsi di cucito, cucina, decoupage. Tra i ricordi più significativi l’accompagnamento di un minore che

a 9 anni non sapeva né leggere né scrivere e che oggi, a 11 anni, è finalmente integrato.

Daniele Lombardi, 29 anni, laureato in Scienze Motorie, contattato da don Pasquale, inizialmente era molto titubante; si dedica alle attività ludiche e motorie del Centro, in sintonia con lo staff. “La nostra realtà – spiega – non dà soddisfazioni remunerative, ma di scelta valoriale e dobbiamo metterci in gioco ogni giorno, consapevoli che riceveremo più di quello che avremo donato”.
Alberto Palmiotta, 25 anni, studente di Scienze psicologiche, impegnato nei progetti a 360 gradi, racconta di come grazie a questo luogo sia cambiata la sua visione della psicoterapia, che prima si traduceva in “lettino da psicanalisi”, escludendo infanzia e adolescenza. E di come puoi comprendere il disagio solo se lo tocchi con mano. “Noi parliamo tanto con i ragazzi – dichiarano in coro gli operatori – che ascoltano e fanno domande: non è poi così difficile staccarli dagli smartphone e dai social. Costruiamo relazioni dal vivo per catalizzare attenzione, anche se la soglia si è abbassata notevolmente”.
Gianvito Mogavero, 24 anni, studente di Scienze agrarie, è orgoglioso di inserire percorsi agricoli o di sensibilità ambientale, ma anche corsi di chitarra che sorprendono per la velocità di apprendimento dei più piccoli.
Infine Francesca Colopi, 25 anni, assistente sociale a Foggia, ha un doppio ruolo nel Centro. Nessuno si deve sentire assolto – dichiara Francesca -. La comunità civile ed ecclesiale deve farsi carico della fragilità, di chi ha una relazione conflittuale con la giustizia (riparativa) che coinvolge tutto il nucleo familiare. Gli episodi lieti superano quelli tristi, perché una ricorrenza mai festeggiata prima per un minore, con l’emozione che ne deriva, è un messaggio di speranza per tutti, di una vita in divenire a cui avresti voluto evitare traumi, ma non hai potuto, e sei concentrato sull’oggi e su un futuro tutto da costruire, sui legami familiari che Diorama cerca di tessere. Speranza che è più forte della paura di perderli”.

“Come comunità ecclesiale – conclude don Pasquale – dobbiamo arrivare prima con proposte educative che indeboliscano quelle criminali e

la parrocchia deve uscire dalla sacrestia e dal suo confine,

perché i percorsi di redenzione e riscatto cominciano dalla strada”.

(di Sabina Leonetti – foto di S.L. e, in parte, gentilmente concesse da Daniele Lombardi)

27 Novembre 2023
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