28 Ottobre 2021

Chi era in fila per prendere, adesso torna per dare

A Roma, nella parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio, durante l’emergenza per il Covid 19 è stato effettuato un vero e proprio salto di qualità nell’assistenza alle povertà. Insieme a don Fabio Fasciani sono tanti i parrocchiani che mettono a disposizione il proprio tempo a favore di chi è in difficoltà.

A Roma, nella parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio, durante l’emergenza per il Covid 19 è stato effettuato un vero e proprio salto di qualità nell’assistenza alle povertà.
Siamo nel quartiere Tuscolano di Roma, zona popolare nel quadrante orientale della Capitale, dove nella parrocchia, guidata da don Fabio Fasciani, sono tanti i parrocchiani che mettono a disposizione il proprio tempo a favore di chi è in difficoltà.

Ordinato sacerdote il 3 maggio 1998 da San Giovanni Paolo II, don Fabio ha al suo attivo una lunga esperienza in parrocchie di periferia che lo ha visto prima 5 anni a San Melchiade, al Labaro, poi 6 a San Martino Papa, all’Appio, quindi altri 6 a San Patrizio, a Colle Prenestino, ed infine l’approdo ai Santi Fabiano e Venazio, dove è parroco da 6 anni.
Profondo conoscitore dei bisogni di quei territori di periferia, tanto cari a Papa Francesco, il cinquantunenne don Fabio si prende cura delle persone che hanno visto venir meno certezze e sicurezze da un momento all’altro. Intorno a lui una squadra di 40 volontari dedicata alla distribuzione di pacchi viveri a circa 190 famiglie; una macchina organizzativa che si occupa di ritirare gli alimenti dai supermercati che li mettono a disposizione, del magazzinaggio in un locale parrocchiale, del confezionamento e, infine, delle consegne.
Perché tutto questo si possa realizzare è indispensabile il coordinamento del diacono Danilo Cartacci, che insieme a sua moglie Angela si è messo a disposizione, anche in pieno lockdown, per consentire l’apertura dei locali parrocchiali.
“Il Covid ci ha messo in difficoltà – spiega Danilo – ma ci ha fatto scoprire cose nuove.

Abbiamo sperimentato come la carità crei comunione

e, poiché quello con cui combatto è il cancro, non sapere quanta vita c’è davanti mi ha messo l’urgenza di non perdere tempo”.
Il mercoledì sembra una festa. In tanti, ma rispettando le regole del distanziamento, si riversano nei locali parrocchiali per ritirare il pacco viveri, un capo d’abbigliamento o un gioco per i bimbi. Don Fabio è lì in mezzo loro, tra i volontari e chi è lì per necessità. Mentre parla, il parroco ha in mente tutti i problemi della comunità che gli è stata affidata.

“Qui si fa abitualmente molta fatica. Lo scoppio della pandemia – spiega – ha reso ancor più precari i redditi di molte famiglie che da noi trovano un sostegno concreto. Ed è bello vedere che

tra i volontari ci sono anche persone che qualche mese fa erano in fila tra i bisognosi”.

Non solo assistenza ma anche studio, condivisione e intrattenimento. Crocevia di iniziative la parrocchia del Tuscolano offre, grazie alla disponibilità di alcuni insegnanti, lezioni di italiano per stranieri che permettono ai tanti immigrati che vivono nel quartiere di integrarsi sempre più nella comunità e corsi di recitazione per i ragazzi, dallo scorso anno aperti anche agli adulti ma col progetto di estenderli anche ai bambini. E in vista del Natale si replicherà l’iniziativa “Un regalo per i bambini”, una raccolta di regali consegnati dai Re Magi ai più piccoli in occasione dell’Epifania.

28 Ottobre 2021
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