Dal cuore dell’Abruzzo, ai manifesti nelle grandi città
Tra le esperienze scelte dalla CEI per la campagna 8xmille del 2026, anche quella delle due parrocchie di don Antonio Allegritti, giovane sacerdote della diocesi di Avezzano. Un'occasione molto bella per tutta la comunità, a cominciare dai più giovani, per raccontare con semplicità quello che si vive ogni giorno. Il tutto anche grazie alle firme di chi sceglie di destinare l'8xmille alla Chiesa cattolica.Don Antonio Allegritti, 37 anni, è il parroco di San Michele Arcangelo a San Pelino e di San Giuseppe Artigiano a Caruscino, entrambe nel territorio di Avezzano (AQ). Sacerdote da 12 anni, per la diocesi guidata da mons. Giovanni Massaro è anche il responsabile della pastorale giovanile ed è coordinatore di quella regionale.
“Si tratta di prendere sempre energie nuove – spiega don Antonio –. Nelle due parrocchie che ho il piacere di guidare mi occupo della formazione. Guidare due comunità è una sfida che richiede impegno, perché si tratta di creare sinergie e di non ragionare più secondo la logica del si è sempre fatto così”.
Qui il cuore della pastorale è proprio il protagonismo giovanile: i ragazzi non sono spettatori passivi, ma il motore della vita spirituale, sociale e culturale della comunità. Grazie all’accompagnamento dei sacerdoti e al sostegno degli adulti, diventano costruttori di eventi e relazioni. La parrocchia offre così uno spazio dove sentirsi ascoltati, valorizzati e capaci di dare un contributo autentico al cambiamento. “Ho uno sguardo di particolare simpatia nei confronti dei giovani – riprende il parroco –; penso che dobbiamo credere in loro ed è importante che sviluppiamo, nei loro confronti, una buona narrazione. Personalmente, il momento in cui i giovani mi danno più fiducia è quando vengono a confessarsi: ho delle esperienze di confessioni bellissime”.
Davide Di Leonardo, uno dei membri dell’equipe di pastorale giovanile, conferma questo feeling speciale dei più giovani col sacerdote: “Anche nella semplicità di un incontro, in lui c’è tanto calore umano. Don Antonio è un punto di riferimento per tutti noi; per tutta la comunità ma in particolare per i giovani. È una persona con cui poter parlare e che ci sa ascoltare. Insieme a lui facciamo incontri di preghiera e di formazione, per vivere in maniera più consapevole la fede ma anche l’amicizia: sono grato a questa comunità per tutti i momenti che abbiamo avuto modo di vivere insieme”.
Gli fa eco Pasqualina Desideri, una delle catechiste: “Don Antonio è una persona che si dà tutto per la sua comunità. È un parroco che, pur gestendo due parrocchie, riesce a trovare tempo per tutti, specialmente per la confessione e per l’ascolto. Si occupa di catechesi per adulti e bambini, insegna nelle scuole e poi si occupa dei gruppi giovanili. Ha sicuramente il carisma per poter attrarre i giovani, ma non solo loro: ogni domenica molte persone vengono ad ascoltarlo anche da altre parrocchie, proprio per la capacità che ha di fare l’omelia e di farla comprendere”.
Questa comunità nasce dall’unione di due parrocchie diverse: una storica, l’altra giovane e in crescita, coniugando in questo modo tradizione ed entusiasmo, stabilità e innovazione. Le radici del territorio dialogano con le nuove generazioni, creando un cammino condiviso che sa rinnovarsi senza perdere la propria identità. “Ci occupiamo molto anche di Caritas – aggiunge ancora Pasqualina – a partire proprio dall’offertorio della messa domenicale: la nostra parrocchia fa alternare i vari gruppi parrocchiali e i bambini del catechismo, per offrire alle famiglie più bisognose i beni di prima necessità. Ci sono molte persone che hanno bisogno di aiuto e utilizziamo anche i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica per poterli aiutare”.
In un territorio con pochi spazi di aggregazione, quindi, la parrocchia diventa un luogo privilegiato per incontrarsi, conoscersi e costruire relazioni e partecipazione. Qui, giovani e adulti collaborano, intrecciano legami e costruiscono ponti tra generazioni. Il senso di appartenenza cresce e la comunità si trasforma in un bene condiviso, vivo grazie all’impegno di tutti.
“Un’attività importante che si svolge nella nostra parrocchia – chiosa don Antonio – è anche quella del parco giochi. È un luogo di aggregazione strategico, perché i ragazzi giocano tra di loro, ma poi in realtà sono le famiglie, a partire dalle mamme, che si conoscono e creano un bel legame”.
L’ultima considerazione del parroco riguarda proprio i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica: “Sono particolarmente importanti per le singole parrocchie e per la vita delle diocesi in Italia, anche perché sostengono noi sacerdoti, permettendoci di beneficiare di quella garanzia materiale che ci consente di annunciare il Vangelo a tempo pieno. E tutto ciò, grazie alla firma di ciascuno! Quando mi è stato chiesto di mettermi a disposizione per le foto e i video della campagna, ho accettato volentieri anche perché immaginavo che per i miei ragazzi e per le mie due comunità sarebbe stata un’esperienza molto bella, oltre che un’occasione per offrire la nostra umile ma sincera testimonianza. È proprio per questo che per gli spot dell’8xmille non si usano attori!”