1 Giugno 2010

Dopo la tempesta, a Olbia l’Arcobaleno di don Andrea

Don Andrea Raffatellu è il parroco della Sacra Famiglia, a Olbia: con il suo lavoro ha realizzato la casa accoglienza Arcobaleno: un posto da cui ripartire per tanti giovani tossicodipendenti. Il 30% delle persone passate da lì ce l’ha fatta, superando il programma di disintossicazione che dura due anni e mezzo.

La faccia rotonda, gli occhiali, il sorriso mite. Quella gestualità semplice che ti fa sentire capito, accolto, fanno di lui un sacerdote speciale che, con il suo grande lavoro ha fatto della casa accoglienza Arcobaleno di Olbia, un posto da cui faticosamente ripartire per tanti giovani tossicodipendenti. Anche per questo nel 2009 ha ricevuto “Il premio della bontà Antonio Decortes” assegnatogli dai cittadini di Olbia che con affetto si sono stretti intorno a lui, riconoscendogli grandi doti umane.

“Arcobaleno” è una casa per ricominciare.
Con le sue dieci stanze, con tre letti ciascuna, il soggiorno, l’aula computer, la grande sala da pranzo e la cucina.
E la falegnameria, dove i ragazzi hanno costruito tutti i mobili della casa, così come le porte, le ringhiere e tutto quello di cui c’era bisogno.
E poi la serra per i pomeriggi lunghi e l’orto, dove la fatica ti fa dimenticare tutto quello che non serve più ricordare.

Il risultato di questo impegno faticoso e intelligente, così come lo ha definito lo stesso don Raffatellu, è che il 30% delle persone passate da lì ce l’ha fatta, superando con successo il programma di disintossicazione che dura due anni e mezzo.

Davanti a questi risultati, la fatica di questi due trentadue anni spesi al servizio degli altri scompare perché come racconta “l’esperienza stessa della comunità dà il senso pieno della vita. Se abbiamo dato tanto come volontari abbiamo ricevuto altrettanto. Smettere di drogarsi non è la cosa più difficile; difficile è formare personalità libere e forti: è questo che cerchiamo di fare in comunità.”

1 Giugno 2010
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