29 Gennaio 2019

Don Paolo, il gigante buono che accoglie i migranti

Cappellano del carcere di Gorizia, parroco e direttore della Caritas: l'attività instancabile e inesauribile di un prete davvero speciale, don Paolo Zuttion. “Il vero povero è colui che non si sente amato da nessuno” - ama ripetere. "Perché è proprio nei poveri che incontri Dio”.

Don Paolo Zuttion è il direttore della Caritas e cappellano del carcere di Gorizia, ma è anche parroco a Monfalcone.
Ha radici miste don Paolo, ha subito il fascino della missione dove è stato per 12 anni, in Costa d’Avorio: a fianco degli ultimi tra gli ultimi, che in Africa sono i malati di mente, è stato profondamente toccato da questa esperienza. I malati mentali in Africa vengono legati a ceppi e alberi e lasciati soli nella savana. Don Paolo con loro ha percorso una via verso la riabilitazione e la guarigione, tramite il lavoro, l’accoglienza e la vicinanza. Attraverso il reinserimento lavorativo, quelli considerati scarti della società diventano motore dell’economia della propria famiglia perché riescono a mantenerla grazie all’attività lavorativa imparata nel processo di riabilitazione.

Don Paolo afferma che “il vero povero è colui che non si sente amato da nessuno” e che “è proprio nei poveri che incontri Dio”. All’inizio dell’inverno del 2017 la galleria Bambi al centro di Gorizia è diventata rifugio dalla bora e dalla pioggia per molti migranti provenienti da Pakistan e Afghanistan. Lui è sempre lì oltre ad occuparsi di Caritas, carcere e parrocchia.

Dunque don Paolo è una persona molto misericordiosa che sa stare vicino ai poveri senza giudicare nessuno. Lo affermano molte delle persone che hanno il privilegio di stargli accanto: Cinzia Cozzi che lavora in Caritas ed Elisa Menon autrice e regista del teatro sociale di Gorizia. Quest’ultima dice che tra il teatro e don Paolo c’è una grande somiglianza: don paolo non giudica nessuno, concede a tutti lo stesso spazio, e lo stesso, la condizione del teatro, è di vedere tutti allo stesso modo.

Don Paolo è colui che sostiene il lavoro di tutti, è un punto di riferimento sicuro che non fa mai pesare la sua autorevolezza. È inoltre colui che va verso gli altri, nelle periferie, come dice Papa Francesco, non solo incontro ai poveri ma a coloro che si sono allontanati dalla Chiesa. I suoi collaboratori dicono che la strada è il suo ufficio!

(Giovanni Panozzo)

29 Gennaio 2019
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