1 Dicembre 2012

Una vita per la legalità, sulle orme di don Bosco e mons. Bello

A Napoli don Tonino Palmese è sempre pronto ad ascoltare chi ha bisogno, al fianco di madri, padri, fratelli e sorelle delle vittime innocenti della criminalità organizzata, uccise per sbaglio dalla mano di un killer o per essersi casualmente trovati sulla scena di uno scontro tra bande criminali.

È un intellettuale don Tonino, docente di Teologia all’Università Pontificia di Napoli, di Pedagogia al “suor Orsola Benincasa”, direttore dell’ufficio Giustizia e Pace della diocesi di Napoli, Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, coordinatore regionale dell’associazione Libera.

È un uomo di strada don Tonino, sempre pronto ad ascoltare chi ha bisogno, costantemente a fianco di madri padri fratelli e sorelle delle vittime innocenti della criminalità organizzata, uccise per sbaglio dalla mano di un killer o per essersi casualmente trovati sulla scena dello scontro tra bande criminali.

Due i sacerdoti che hanno segnato il suo percorso, don Bosco e il vescovo di Giovinazzo don Tonino Bello. Il primo per l’attenzione verso i giovani il secondo per la sua casa di “vescovo povero tra i poveri” aperta a tutti a qualsiasi ora del giorno e della notte.

E l’attenzione di Don Tonino verso i giovani compresi quelli chiusi in un carcere minorile è davvero senza pregiudizi come mostrano le sue parole: -“La cosa di cui vado maggiormente fiero è la preparazione dei ragazzi di Nisida alla giornata annuale della memoria e all’impegno contro le mafie: con loro sperimentiamo con soddisfazione che ci sono alternative alla logica della violenza. I ragazzi sono seguiti da educatori che aderiscono a Libera, ma soprattutto dai familiari delle vittime innocenti della camorra, un gruppo di persone che rappresentano l’espressione più nobile della nostra regione: vittime essi stessi, si incontrano con i ragazzi di Nisida e prendono coscienza di avere una possibilità per superare la propria disperazione. Questo è un successo, una speranza”.

Allora, in questo mese di gennaio, stringiamo anche noi la mano dei parenti delle vittime e uniamo la nostra voce a quella di don Tonino. Per non dimenticare Federico, Gianluca, Dario, Fabio, Attilio, Paolo, Gaetano, Daniele, e tanti altri che hanno ingiustamente perso la vita per mano delle mafie, uniti in una marcia inarrestabile verso la legalità e contro ogni ingiustizia.

1 Dicembre 2012
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