19 Febbraio 2020

Con don Davide a Norcia si ricomincia a guardare le stelle

Parroco in solido di Norcia, don Davide Tononi sta accompagnando la comunità ferita dal terribile sisma del 2016 a cercare la felicità nelle piccole cose per riscoprire la bellezza dello stupore. Sopra la città sorge ora la chiesa prefabbricata, luminosa e sicura. Accanto, i container per le attività parrocchiali.

“Il terremoto ci ha fatto riscoprire l’essenziale. Abbiamo fedeli e relazioni salde, anche se per ora senza mura per il culto”.
Siamo in una Norcia ferita, ma coraggiosa. I segni del sisma del 2016 sono ancora visibili nel paesaggio e negli occhi delle persone che hanno deciso di restare.
Ma da una tragedia si può costruire una comunità. Don Davide, insieme a Don Marco, si impegna ogni giorno per portare Gesù alle famiglie che non hanno più un luogo di preghiera.

Sopra la città sorge ora la chiesa prefabbricata, luminosa e sicura. Accanto, i container per le attività parrocchiali. In attesa di una chiesa nuova ci si abbraccia nella fede.

“Qui la parrocchia è importante”, dicono gli abitanti di Norcia, “perché ci fa stare insieme, ci fa sentire meno soli”.

Don Davide non vuole che si parli di ciò che è crollato, ma di quello che sta crescendo: la speranza. C’è bisogno di restare uniti contro la paura di essere dimenticati, di cercare la felicità nelle piccole cose per riscoprire la bellezza dello stupore.

“Dobbiamo ritornare a insegnare ai nostri figli a guardare le stelle”, dice Don Davide. Perché Norcia è ancora capace di sognare. Perché è ancora viva.

(Giovanni Panozzo)

19 Febbraio 2020
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