19 Marzo 2026

Mille percorsi possibili: ciascuno scelga il proprio!

La parrocchia foggiana della Sacra Famiglia, guidata da don Radoslaw Hryniewicki, offre ai giovani una molteplicità di proposte grazie alla ricchezza dei movimenti ecclesiali. Dai Cavalieri del Graal (CL) fino agli Scout d'Europa, l'importante è che ci si metta in cammino verso l'unica meta comune per essere felici: Gesù Cristo e il suo Vangelo.

“Sono nato l’8 luglio 1981 a Bialystock, la città più grande della Polonia nord orientale, con 300mila abitanti circa, qui sono cresciuto e ho maturato la mia vocazione alla vita consacrata. Sono figlio di una scout, il percorso formativo dello scoutismo è una delle tappe salienti della mia vita. I pellegrinaggi a piedi nella mia terra, la stessa di San Giovanni Paolo II, hanno influito molto sulle mie scelte. Ma l’essere parroco in piccoli paesi rispetto alla grande città da cui provengo, è quello che mi ha fatto conoscere meglio l’anima del popolo, radicata nella storia e nel suo territorio”.
A presentarsi è don Radoslaw Hryniewicki, per tutti don Radek, dal 2009 chiamato come fidei donum nell’arcidiocesi di Foggia-Bovino. In questi anni ha ricoperto vari incarichi nella diocesi pugliese senza mai smettere di studiare e acquisire esperienze formative, soprattutto la conoscenza della lingua italiana, e da settembre 2025 è parroco alla Sacra Famiglia di Foggia. “Una parrocchia di campagna – ci spiega don Radek – con 2mila abitanti, età media 50-60 anni e pochi ragazzi al catechismo (38). Ma come nei dodici anni precedenti a Sant’Agata, nella Puglia degli insediamenti rurali, ho percepito una sfida per la Chiesa italiana: il desiderio di comunità, di familiarità, il senso di appartenenza che nei grandi centri urbani sembra scomparso del tutto. Con la ripresa delle attività post covid ho proposto subito un percorso per i ragazzi della scuola media, insieme al movimento di Comunione e liberazione: i Cavalieri del Graal, una proposta di educazione alla fede cristiana attraverso gesti e contenuti, ma soprattutto una forma di vita in comunione. Perché il Vangelo, ascoltato mille volte, rivela sempre aspetti nuovi. La riscoperta del desiderio di Dio è fondamentale in una comunità di fratelli esattamente quanto il desiderio di amicizia, di legami e di condivisione. Ecco perché il percorso di Comunione e Liberazione, già da quando ero a S. Agata, affianca il servizio liturgico e catechistico che tutti sperimentiamo. Il mio obiettivo è stato recuperare il senso profondo della relazione, la carità, la ricerca interiore, che nella struttura tradizionale parrocchiale rischiano di perdersi. Con i ragazzi l’intento è farli uscire dal mondo virtuale e dal baratro della solitudine in cui sono piombati, per guardare la realtà in modo diverso”.
“Con la nomina ad assistente spirituale Puglia Est della Federazione Scout d’Europa – riprende don Radek – ho maturato un ruolo sempre più incisivo nell’accompagnamento degli scout. Nella parrocchia della Sacra Famiglia il cosiddetto post-cresima prevede la possibilità, per i ragazzi, di conoscere i movimenti ecclesiali: dal Rinnovamento nello Spirito Santo ai Focolari, dagli scout ai neocatecumenali, fino a Comunione e liberazione. Lo sguardo oltre i confini mi aiuta a valutare meglio il piccolo, perché focalizzarsi con un’unica lente spesso non fa vedere le reali necessità della gente”.
Elisa Menditti, 50 anni, è una delle catechiste di don Radek. “Sto seguendo i ragazzi del post-cresima – racconta Elisa – in questa avventura dei Cavalieri del Graal. I ragazzi rispondono con entusiasmo, ogni sabato in parrocchia. Dedichiamo tempo ad ascoltarli e a raccogliere le loro testimonianze perché, se accolti, si sentono liberi di esprimersi. Don Radek riesce a far leva sulle emozioni che vivono, facendo venir fuori il meglio di loro”.
Elio Sciacovelli, 70 anni, fa parte di Comunione e liberazione da 50 anni. È di Bari ed è responsabile regionale dei Cavalieri del Graal. “Questa esperienza – spiega Elio – nasce dalla constatazione che già i preadolescenti rischiano di perdere il senso dell’esistenza e dopo la cresima la religiosità viene spesso messa da parte. Ho cominciato a seguire questa iniziativa a Bari quando ero genitore di una figlia adolescente, per cercare di farle vivere la fede nella quotidianità. In don Radek ho trovato un’apertura non comune: si vede che ha a cuore la felicità dei ragazzi. Anche ai ragazzi proponiamo di confrontarsi sulle esperienze che fanno parte della loro vita, sia scolastica che extra scolastica. Attraverso il gioco li facciamo riflettere su quanto di positivo o di negativo si trovano a vivere: cerchiamo di essere “educatori del cuore”, per aiutarli a vincere le paure e costruire esperienze positive. Così imparano a riconoscere e a chiamare per nome anche pregi e difetti degli adulti: stando con loro anche noi siamo investiti da una ventata di freschezza e di entusiasmo. I movimenti, anche in parrocchia, sono a servizio della comunità ecclesiale e devono aiutare quelli che li frequentano a sentirsi a casa”.
Giancarlo Cascioli, 63 anni è marchigiano di Fano. Lui è commissario della regione Est (quella che comprende anche la Puglia) della Federazione Scout d’Europa, la seconda associazione scoutistica cattolica dopo l’Agesci per numero di soci, divisi per tre fasce di età. Il distretto Puglia comprende una decina di gruppi. Foggia ne ha tre e si sta pensando di aprirne un altro proprio alla Sacra Famiglia. “Buoni cristiani e buoni cittadini è la nostra mission – dice Giancarlo -, una sfida educativa a tutto tondo, per un futuro di forza, coraggio e speranza. Il cambiamento parte da ciascuno di noi, per questo dobbiamo dire un secco no al degrado sociale, alla violenza, all’isolamento. Con i ragazzi svolgiamo attività in rete con gli altri gruppi, cercando di capire anche in base alla loro indole e alle loro inclinazioni cosa può interessarli maggiormente. Le uscite sono molto attese e sono molto impegnative soprattutto per i capi, alle prese con famiglia e lavoro: pernottare con le tende e cucinare all’aria aperta, mettendo da parte cellulari e dispositivi tecnologici, rimanendo immersi solo nella natura, a contemplarla, per imparare ad amarla davvero”. 
“La ricchissima metafora del “camminare” è quella che meglio può rappresentare la proposta che facciamo – conclude don Radek -. Si può camminare con una persona accanto, percorrendo sentieri aspri e tortuosi, salite e discese, fermandosi, apprezzando l’utilità della bussola e delle angolature da cui guardare il percorso. Ritengo che la parrocchia debba offrire diverse opportunità e modi di camminare, anche se questo significa far parte di un movimento ecclesiale. Diverse strade, diverse modalità, ma unica meta: Cristo. Questo ci sollecita ad approfondire nuove realtà, a conoscere, a integrare. La Quaresima è dare la possibilità a Cristo di trasfigurarci. La fede ci trasfigura e ci fa vedere il bello, il buono, l’eternità. Ecco perché il cammino non deve farci paura, come il dolore, le difficoltà, gli ostacoli. Perché la Croce non è la fine. Ogni esperienza è ricchezza, scambio, e restituisce il senso della vocazione attraverso il sacrificio”.

(di Sabina Leonetti – foto per gentile concessione di Elio Sciacovelli e Giancarlo Cascioli)

19 Marzo 2026
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