9 Aprile 2021

Piacenza: gli oratori al servizio del territorio per educare

Don Paolo Capra, vicario parrocchiale a Castel San Giovanni, 14 mila abitanti tra le colline della Val Tidone e il Po. Qui l’oratorio ‘San Filippo Neri’ si è messo al servizio della città e in particolare alle scuole circostanti.
PIACENZA IL PROGETTO ‘E ORA STUDIO’
Un oratorio rimasto quasi sempre aperto nell’ultimo anno? È possibile, lavorando sugli spazi,  cambiando di volta in volta attività, con l’attenzione – creativa e partecipe – a ciò che via via era possibile e più necessario ai giovani. L’impresa è riuscita nel Piacentino. “Progettiamo dalla parte degli studenti, che hanno sofferto più di altri quest’anno di pandemia. Senza lezioni in classe, né sviluppo attraverso le relazioni sociali, senza sport né momenti di svago. Come educatori dovevamo entrare in sintonia con la loro fatica e dare un segnale di presenza” dice don Paolo Capra, vicario parrocchiale a Castel San Giovanni, 14 mila abitanti tra le colline della Val Tidone e il Po. Qui l’oratorio ‘San Filippo Neri’ si è messo al servizio della città e in particolare alle scuole circostanti. “Quando dopo il primo lockdown c’è stata possibilità di ripartire – spiega don Paolo – lo abbiamo fatto cominciando dall’oratorio, che è da sempre punto di riferimento per tutti, specie per quei ragazzi con fragilità diverse a cui è mancato un sostegno educativo. Fortunatamente a Piacenza la zona rossa è arrivata solo a metà marzo 2021, il che ci ha permesso di continuare in presenza il doposcuola, i percorsi di fede e nel 2020 di vivere anche le attività estive”.
Forte della rete con le istituzioni e con il polo scolastico adiacente, oggi il sacerdote fa un passo in più, aprendo l’oratorio anche la mattina con spazi sicuri ed educatori per gli alunni con disabilità che per legge debbono proseguire le lezioni in presenza, spesso però senza averne possibilità. “L’istituto superiore ‘Alessandro Volta’ conta molti studenti provenienti dalla Lombardia, collegati da casa per mesi con la Dad (didattica a distanza). Ci siamo messi a loro disposizione anche al mattino, rispondendo all’appello dei vescovi dell’Emilia Romagna”. Lo scorso 15 gennaio, infatti, la diocesi di Piacenza-Bobbio, in stretto accordo con tutti gli enti locali, ha approvato il piano #Eorastudio, un invito ad aprire parrocchie e oratori per dare spazio allo studio e al recupero della socialità per i giovani. “La pandemia ha pesato sul disagio di chi sta crescendo, con un aumento di disturbi del sonno, ansia, panico e fatica nelle relazioni, fino ad atteggiamenti autolesivi e perfino  criminosi” spiega don Alessandro Mazzoni, incaricato dell’Ufficio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale. “Gli oratori piacentini da sempre sono presidi sociali essenziali per il territorio, in cui accogliamo tutti, senza distinzioni, proponendo un cammino formativo. Abbiamo adeguato accuratamente tutti gli ambienti alle norme sanitarie, così da far spegnere le webcam ai nostri ragazzi riportandoli al mondo reale. Uno mi ha detto: “ho fatto 6 mesi in pigiama ma si studia meglio tornando in classe”». Questa grande macchina di accoglienza ha un carburante chiamato volontariato, con decine di giovani animatori, educatori e professionisti da mesi a fianco dei più piccoli. «Sono stati i primi a darci forza – evidenzia don Paolo – mettendosi a disposizione perché l’oratorio restasse aperto anche nei mesi più difficili. Sono universitari, psicologi, insegnanti che ogni giorno accompagnano gli studenti nel doposcuola”.
Per don Paolo, don Alessandro e i tanti sacerdoti impegnati negli oratori (circa 10 mila in tutta Italia) si avvicina l’estate, periodo fecondo di proposte educative per giovani e famiglie. Come comportarsi davanti a mesi ancora incerti? “Nelle prossime settimane proporremo una riflessione sulla parola ‘profezia’, ossia interpretare i segni dei tempi con messaggi magari scomodi ma efficaci. Dovremo essere abbastanza elastici per modificare e adattare le nostre attività alle disposizioni che verranno emanate, ma lavoreremo al meglio delle possibilità”. Al ‘San Filippo Neri’ intanto si tengono pronti con un calendario in 4 turni di fraternità in montagna: se sarà possibile, porteranno in vacanza tra i 120 e 180 ragazzi di diverse fasce d’età. Il Grest invece scalda i motori per 8 settimane dalla fine della scuola. E’ sul tavolo anche l’ipotesi di far autogestire l’Oratorio agli stessi animatori, dalle 19 (quando terminano le attività diurne) fino al coprifuoco delle 22. “Vogliamo farli riappropriare di uno spazio di vita condivisa – aggiunge don Paolo – fiduciosi che rispettando le norme al meglio, saremo con loro per recuperare gli studi e ritrovarci tutti, senza che nessuno venga dimenticato”.
(testo di Ermanno Giuca)
9 Aprile 2021
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