28 Settembre 2023

Spiragli di futuro per lo ZEN, anche grazie alla parrocchia

La parrocchia palermitana di San Filippo Neri, nel cuore della Zona Espansione Nord, è un avamposto di speranza in uno dei quartieri più difficili del capoluogo siciliano. Padre Giovanni Giannalia, il parroco, ci racconta delle proposte della comunità per i più giovani e per le famiglie e dell'importanza di fare rete con tutte le altre realtà positive del territorio.

Un punto di riferimento per tutti, soprattutto per i più giovani. Ha un ruolo assolutamente importante la parrocchia di San Filippo Neri, presente nell’omonimo quartiere di Palermo che però tutti conoscono come ZEN, sigla che sta per Zona Espansione Nord. Un quartiere certamente complesso, dove tanto è stato fatto ma tantissimo si può ancora fare.
“Chi non conosce la zona deve sapere che il primo grande agglomerato fu realizzato negli anni ’60, quando arrivarono molte persone dal centro storico di Palermo. Anche allora il clima era particolare, con alcune situazioni difficili, occupazioni e controversi momenti di convivialità, a cui si aggiunse da subito un tasso di criminalità molto alto.
A questo quartiere, noto come ZEN1, ne venne aggiunto successivamente un altro molto più grande, lo ZEN2, costruito a padiglioni che lo rendono chiuso rispetto al mondo esterno. E dire che la zona circostante, quella di Mondello, è anche abbastanza ricca, ma questa periferia, per come è stata concepita, finisce per essere isolata.
Per questo criminalità e spaccio continuano a persistere da queste parti, anche se contemporaneamente ci sono tante persone e famiglie per bene, che lottano tutti i giorni contro questi fenomeni”. A parlare è padre Giovanni Giannalia, parroco della Chiesa di San Filippo Neri, sacerdote dell’Istituto del Verbo Incarnato.

Famiglie giovani e attività

“In un simile contesto – continua padre Giannalia – ci sono tante famiglie giovani e tanti bambini ed è una cosa che ti fa sentire utile, perché qui non è come in altre parti dove sono molto seguiti: molti giocano ancora per strada”. Per questo sono “tante le attività sportive presenti, che impegnano i ragazzi, e questo permette di conoscere anche uno spaccato sociale importante. Rispetto al resto d’Italia qui si registra un basso tasso di scolarizzazione, con molti che lasciano la scuola già a 16 anni, un alto tasso di matrimoni e anche di natalità”. Ai più giovani la parrocchia propone diverse attività: “ci sono i tornei di calcio, che piacciono tantissimo ai ragazzi, e poi c’è il nostro teatro, con il quale quest’anno abbiamo messo in scena diverse opere di Luigi Pirandello e Giovanni Verga. Ci sono poi tante associazioni che ci danno una mano: addirittura abbiamo un corso di biciclette, per insegnare a molti bambini ad andarci, e cerchiamo di coinvolgerne quanti più possibile, visto che molti di loro restano chiusi in casa anche a causa di contesti familiari complicati. Non è vero che tutti i bambini fanno baldoria: per questo la parrocchia vuole essere un ambiente familiare e controllato dove recarsi” – sottolinea padre Giannalia. Ovviamente, poi, i bambini partecipano in massa alla catechesi per la prima comunione: “sono più di 200 – precisa il parroco – e questo ci permette di intercettare anche i loro genitori, per i quali questo passaggio è una festa di famiglia a cui tengono moltissimo”.

Il futuro

Nell’ambito del quartiere c’è una grande attenzione per i bambini, per i quali la parrocchia cerca di impegnarsi insieme alle tante altre associazioni presenti nel territorio. “Ci sono tantissimi gruppi che vogliono aiutare e il nostro sforzo è quello di creare rete, il più possibile. Possiamo migliorare e i margini per incrementare le nostre attività ci sono: io sono parroco da poco e per il momento stiamo cercando di capire come strutturare le nostre attività. Io per primo sto facendo del mio meglio per creare legami sia con le associazioni che con il comune, che mostra di voler fare la propria parte fino in fondo” – racconta ancora il sacerdote. In un contesto come questo, che comprende circa 35mila persone, la parrocchia vuole essere sempre più vicina ai problemi di tutti i giorni delle famiglie, cominciando dalla presenza per le strade del quartiere e dal sostegno ai più bisognosi. “Stiamo cercando di progettare, di lavorare insieme alle associazioni – conclude padre Giovanni – e in particolare alla Caritas, che svolge un lavoro capillare sul territorio, aiutando chi fa più fatica. Solo dalla reciproca conoscenza e dalla stima gli uni per gli altri possono nascere collaborazione e sintonia”.

(di Lucio Palmisano – foto gentilmente concesse da padre Giovanni Giannalia)

28 Settembre 2023
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