Tre parrocchie, una comunità: don Paolo, un “vulcano” tra i monti
Nella Valdigne, tra paesi di montagna e ritmi stagionali, l’unione delle parrocchie di Morgex, La Salle e Derby ha aperto nuove relazioni. Attorno a don Paolo Viganò, giovane parroco della diocesi di Aosta molto amato dalla sua gente, prende forma una comunità che vive la fede come esperienza condivisa e concreta.Lo sguardo di don Paolo ti resta dentro anche a distanza di settimane, così come restano dentro i tanti sguardi commossi intercettati durante la visita tra Morgex, La Salle e Derby, in Valdigne, nel cuore della Valle d’Aosta. Il filo conduttore dei vari interventi si snoda su due binari: una fede autentica, profonda, e l’entusiasmo della comunità verso un sacerdote giovane che molti definiscono un vortice, un esempio, una presenza costante e dinamica, una guida. Parole semplici, quasi familiari quando si parla di una guida spirituale, eppure capaci di colpire per l’intensità con cui vengono pronunciate.
Don Paolo Viganò è arrivato qui dopo essere cresciuto ad Aosta. La sua vocazione matura dentro un cammino di fede e di amicizia, con radici in figure sacerdotali che hanno lasciato il segno nella diocesi. Dopo l’ordinazione e un impegno nel progetto vocazionale del seminario, il vescovo lo invia in Valdigne. «Ho trovato fin da subito una bellissima comunità. Condividere la vita con questa gente è stata una bella partenza. Le fatiche ci sono, ma ti senti accompagnato».
Il territorio racconta due anime che convivono: la vita di paese, con ritmi legati all’agricoltura, all’allevamento, alle relazioni di prossimità, e quella dell’accoglienza turistica, che porta volti e storie nuove soprattutto in estate e nella stagione invernale. «Questo permette di vivere la comunità con un orizzonte più allargato. Ci sono amici che, pur venendo qui in villeggiatura, condividono un cammino di preghiera e di incontri culturali». La collaborazione con le realtà locali, a partire dalla Pro Loco, crea occasioni in cui vita civile e vita parrocchiale si intrecciano con naturalezza.
Il cambiamento più evidente degli ultimi anni è l’unificazione delle tre parrocchie. Un passaggio che in molte zone di montagna nasce dalla diminuzione del clero e dalla riorganizzazione pastorale. Qui prende la forma di un cammino condiviso. «È stato chiesto di imparare di nuovo a camminare insieme e di rimettere al centro l’Eucaristia», spiega don Paolo. La messa diventa il punto di incontro che unisce paesi diversi ma vicini per storia e sensibilità.
Guido Pietro Cesal, cantore da quasi cinquant’anni, nato e cresciuto a Morgex, ha visto scorrere generazioni di parroci. Osserva il presente con realismo e fiducia. «L’unificazione ha portato qualche spostamento in più per le messe, però è stata un arricchimento. Abbiamo creato nuovi rapporti, nuove amicizie. Dopo la celebrazione ci si ferma, si parla, a volte si fa un aperitivo insieme. Sono momenti che fanno comunità». In un tempo che percepisce segnato dall’individualismo, la parrocchia resta per lui un luogo di incontro concreto. Di don Paolo dice che «è un vulcano. È presente nelle occasioni del paese, affronta i problemi, c’è».
La stessa parola, vulcano, ritorna spesso. Aurelio Gatti, volontario Caritas, arrivato anni fa da Milano, racconta come l’attenzione ai bisogni materiali sia cresciuta grazie a un’intuizione del parroco. Ogni mese una ventina di famiglie ricevono pacchi alimentari attraverso la collaborazione con il Banco Alimentare e con i servizi sociali. Accanto ai prodotti raccolti, si aggiungono frutta e verdura degli orti, donazioni lasciate nei negozi del paese, piccoli gesti diffusi. «L’idea di coinvolgere la popolazione è stata sua. All’inizio sembrava difficile, invece le donazioni sono aumentate. È un segno che il messaggio è arrivato».
La cura di don Paolo passa anche dalle cappelle disseminate sul territorio. Quasi trenta, ognuna con il proprio santo. Nei giorni dedicati ai patroni si ritrovano piccoli gruppi di abitanti per una preghiera e un momento di familiarità. Un modo per raggiungere le persone nei luoghi della loro vita quotidiana.
Molto emerge pure nell’ambito educativo. L’oratorio interparrocchiale, seguito da un diacono insieme alla famiglia e agli animatori, offre un punto di riferimento per bambini e ragazzi. Don Paolo parla di un «grande bisogno educativo» e di adulti che cercano strumenti per accompagnare i più giovani. La risposta passa da relazioni stabili e da testimonianze di vita.
Eliana Chapelliu, impegnata nella segreteria parrocchiale e nella cantoria, racconta un percorso personale intrecciato a quello della comunità. «La Chiesa la sento casa mia. Don Paolo mi ha aiutata a far emergere potenzialità che non vedevo. Ti incoraggia a provare. Poi uno mette quello che può e lo Spirito Santo fa il resto». Quando parla di lui le viene in mente «una luce che porta nella comunità».
C’è chi offre il proprio tempo nella liturgia, chi visita anziani e malati portando la Comunione, chi anima il coro, chi partecipa al consiglio pastorale o alle attività teatrali. Claudio Pavese, da sempre a Morgex, descrive una comunità che sa essere vicina. «Le persone hanno voglia di fare. A volte serve una piccola spinta». Con don Paolo è nato «un rapporto di amicizia che aiuta anche nelle difficoltà. Se ho bisogno, lui c’è».
Alla radice di questo dinamismo don Paolo indica una sorgente precisa. Guardando al mondo di oggi parla di «un bisogno di senso che abita il cuore delle persone». E aggiunge parole che suonano come una sintesi del suo cammino: «Io posso dire di aver incontrato Cristo. È la risposta al bisogno che abbiamo. La comunità per me è una grande risorsa, perché dentro un cammino insieme Cristo si rende presente e io posso parlarne a partire da quello che vivo».
Tra montagne che invitano all’essenziale e paesi dove tutti si conoscono, la fede qui prende la forma di relazioni quotidiane. L’unione di tre parrocchie, nata da una necessità organizzativa, diventa occasione per allargare i legami. E lo sguardo di questo giovane parroco, insieme a quello della sua gente, racconta una Chiesa che prova a camminare insieme, passo dopo passo, tra le valli.
(testo, video e foto di Daniel Tarozzi)