25 Febbraio 2026

Un centro medico per chi non può permettersi le cure

Nella diocesi di Vallo della Lucania, nei locali del seminario appositamente ristrutturati, è stato recentemente inaugurato un centro medico solidale: ascolto e attenzione per tutti, perché nessuno deve rimanere senza cure. Motore dell'iniziativa, voluta da mons. Calvosa, la Caritas guidata da don Adinolfi e don Sette e la generosità di medici e infermieri che si ispirano a san Giuseppe Moscati.

Il Cilento, definito da molti come “una regione in una provincia”, è terra di contrasti. Alla ricchezza di un ambiente naturale suggestivo e incontaminato, a tratti quasi selvaggio, fa da contraltare una dislocazione periferica, che spesso si traduce in scarsa attenzione ai fragili, specialmente nell’entroterra. Siamo in Campania e secondo il Dossier Regionale sulle Povertà 2025 presentato dalla Caritas, circa il 13,5% dei residenti rinuncia alle cure sanitarie, mentre 43,5% dei cittadini è esposto a vulnerabilità significative, cioè all’impossibilità di sostenere spese mediche. In Italia la povertà assoluta tocca con maggiore forza il Mezzogiorno. Tra le regioni con i valori più alti c’è la Campania (20,8%), dove la povertà relativa si intreccia con bassi livelli occupazionali e redditi familiari mediamente meno elevato che al nord.

Nelle aree interne sono tanti gli anziani, mentre cresce il bisogno – diritto a visite mediche e farmaci. Molte famiglie, pur avendo necessità di cure, non possono permettersele nemmeno nel privato. Il lavoro c’è, ma spesso non basta a garantire autonomia economica e così la povertà lavorativa trasforma il lavoro da strumento di emancipazione, a fattore di indigenza.

Di fronte a questa situazione, monsignor Vincenzo Calvosa, vescovo di Vallo della Lucania, ha pensato non si poteva stare a guardare.
“Come Caritas diocesana abbiamo registrato un aumento delle richieste di cure mediche. È nata quindi la decisione di dedicare le nostre risorse alle esigenze più urgenti, grazie al fondo Caritas diocesano e quello destinato alle parrocchie. In diocesi esistono diverse zone di territorio lontane dai centri più grandi, con ospedali e cliniche. Non sempre le persone delle aree periferiche riescono a raggiungere i presidi medici per le visite specialistiche. Inoltre le richieste di cure aumentano soprattutto nelle famiglie con bambini, e i tempi di attesa non sono brevi” – racconta don Giuseppe Sette, condirettore della Caritas diocesana, osservando la mappa di una diocesi estesa da Paestum a Palinuro. “Questo fattore, assieme alle difficoltà economiche di numerose coppie, ci ha portato a riflettere su come aiutare il territorio. Da qui parte l’dea del centro medico”.

Il dottor Bartolo Fusco, per anni colonna dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania e diacono permanente, ha iniziato a invitare colleghi medici e infermieri ad aderire all’iniziativa. Oggi più di quaranta medici, assieme a infermieri, volontari dell’Avo (Associazione Volontari Ospedalieri) e di altre associazioni, hanno offerto la loro disponibilità di aderire al progetto.

Nella XXIV Giornata Mondiale del Malato, l’11 febbraio, è stato inaugurato nei locali del seminario diocesano di Vallo della Lucania il Centro Medico Solidale. Promosso dalla Caritas diocesana e sostenuto con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, sarà aperto a tutti coloro che non possono permettersi le cure mediche. Pediatria, oncologia, ginecologia, psicologia, psichiatria, dermatologia e pneumologia, sono tra le specialità presenti. Le stanze, fatte ristrutturare dal vescovo, sono al piano terra di via Cammarota, nei locali del seminario.

La prima attività del centro è di ascoltare i bisogni del territorio. “I volontari, dopo un percorso di formazione per operatori Caritas, sono già operativi” – riprende don Giuseppe -. “È partito il centro di ascolto diocesano con gli operatori presenti il lunedì e il mercoledì dalle 9.30 alle 12.30, e il giovedì dalle 15 alle 17.30. I casi particolari sono concordati al telefono chiamando allo 0974 72208 o via mail all’indirizzo caritasvallo@virgilio.it. Ricevuta la richiesta, si verificherà la necessità del medico in base all’ISEE ma anche alla segnalazione del parroco. L’opera segno, come spiega il direttore della Caritas don Aniello Adinolfi, “si propone di accompagnare le persone all’accesso alle cure, offrendo un sostegno concreto a chi rischia di rimanerne escluso”.

Il dialogo istituzionale con l’Asl, con i centri medici privati che hanno offerto la propria disponibilità e con i comuni, costituisce il cardine essenziale di un servizio che vuole ascoltare le necessità del territorio al fine di promuovere il bene delle persone, particolarmente la parte più debole. Il servizio poi, qualora fosse necessario, continua nell’accompagnare i pazienti in centri specialistici regionali.

Ora si guarda alle altre necessità presenti: accanto al centro medico verrà realizzato un emporio solidale. “Si sta ultimando una convenzione con la grande distribuzione per reperire i prodotti prossimi alla scadenza o con imballaggi difettosi, ma ancora idonei al consumo, per destinarli alle fasce deboli” – conclude don Sette. Verrà organizzato un emporio solidale a Vallo della Lucania e, successivamente, anche nell’area nord della diocesi, assieme a un polo Caritas con il servizio medico.

In una diocesi che ha per patrono San Pantaleone, medico martire dei primi secoli del cristianesimo, ed ha visto negli anni ’20 la presenza a Vallo della Lucania di san Giuseppe Moscati, non poteva mancare un luogo dove ricevere assistenza, seguendo l’esempio di due campioni di generosità come loro.

(di Nicola Nicoletti – foto gentilmente concesse da don Giuseppe Sette)

25 Febbraio 2026
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