La parrocchia nel Cep di Foggia: fede, cultura e legalità
Un vulcano di attività, la parrocchia S. Paolo Apostolo: l'oratorio, la Caritas e perfino una bellissima biblioteca che ha appena festeggiato il suo settimo compleanno. Don Antonio Menichella e la squadra dei suoi generosi collaboratori ci accompagnano a conoscere una bella esperienza di chiesa in uscita, in un contesto di periferia tutt'altro che semplice.
“Solo cose belle alla parrocchia San Paolo Apostolo. Un grazie speciale agli animatori per la loro disponibilità e amorevolezza ma senza di te, caro don Antonio, nulla sarebbe in piedi. Sei riuscito, col tuo fare spontaneo, ironico, sincero, ad avvicinare anche chi non avremmo mai pensato”.
È il commento pubblico di una collaboratrice per esprimere gratitudine a don Antonio Menichella, classe 1970, che dal 2018 è parroco nel quartiere popolare Cep di Foggia. Qui, a dieci chilometri dal Santuario dell’Incoronata, novemila abitanti alla periferia sud di Foggia, don Antonio ha letteralmente rivoluzionato l’esperienza di Chiesa, cercando di costruire una comunità che aiuti a crescere nella fede, nella comunione e nella testimonianza della carità, dove tutti possano sentirsi a casa. Ma soprattutto facendone un presidio di cultura e legalità: una comunità a servizio degli ultimi con l’oratorio, una biblioteca, la Caritas.
“Insieme a don Pasquale Infante abbiamo sentito la necessità d’individuare – racconta don Antonio – un luogo per accogliere bambini, ragazzi e giovani in maniera stabile, per curarne la formazione. Questo spazio è rappresentato dai locali che erano adibiti fino a 33 anni fa ad asilo parrocchiale. Con la chiusura della scuola materna gestita dalle suore, questi locali sono stati utilizzati per feste, catechesi, incontri, ma non erano idonei e quindi si è proceduto alla ristrutturazione e riqualificazione che ha portato all’inaugurazione dell’oratorio San Paolo Apostolo, nell’ottobre 2021. Come tutte le periferie dobbiamo misurarci con le dipendenze, con la precarietà lavorativa e con varie situazioni di rischio; la caserma dei Carabinieri fa da deterrente e noi cerchiamo di essere una “parrocchia in uscita”, organizzando con le scuole giornate di legalità in caserma. Collaboriamo con l’Associazione S. Benedetto per il doposcuola e per i giochi estivi e quest’anno saremo accolti anche da una scuola di equitazione. Qui le generazioni ci sono tutte, con 400 bambini che frequentano il catechismo”.
Cinzia Buonanoce ha una sartoria. È parrocchiana da dieci anni ed è responsabile dell’oratorio. È orgogliosa di avere due figli in seminario, uno a Foggia e l’altro a Molfetta, e con molto entusiasmo spiega il suo impegno per il cucito. “Tutto è cominciato per caso, da un’antica passione. La sartoria è stata la cura della mia anima perché, mentre mi stavo isolando per motivi di salute, mi ha permesso di mettere a disposizione di tutti le mie competenze. Il laboratorio, inaugurato nel 2021 con l’aiuto del Rotary Club di Foggia Umberto Giordano, della Caritas diocesana e della Fondazione Monti Uniti, si chiama “Cuciamo le relazioni”. Il progetto ha coinvolto 15 casalinghe, disoccupate, parrocchiane, coordinate dalla socia rotariana Maria Buono, per rivalutare un mestiere in disuso, l’arte del cucito e del riciclo, favorendo lo sviluppo di un’economia circolare sostenibile e la condivisione gioiosa di esperienze creative”.
Cinzia Zichella, 57 anni, casalinga nata in questo territorio e nonna a tempo pieno, è volontaria in oratorio. “Ero molto timida – ammette – e grazie ai miei figli sono stata inserita come animatrice, proprio dalle loro catechiste. Siamo sette in tutto, con un gruppo che cresce. Nel segno dell’inclusione, lavoriamo col disagio fisico e mentale: iperattività, autismo e ritardi cognitivi, ma anche orfani e figli di genitori separati. In media frequentano abitualmente una quarantina di bambini dai 6 ai 12 anni e 35 fra adolescenti e giovani fino ai 22 anni, con attività laboratoriali, attività teatrali in vernacolo e per rappresentare tradizioni, storie e sagre. In questo modo l’oratorio si fa ponte tra le generazioni e mette insieme genitori, figli e nonni, oltre a far nascere amicizie tra coetanei”.
Ma il fiore all’occhiello della parrocchia e di tutta la città di Foggia, è la nostra biblioteca, la cosiddetta BiblioCep, inaugurata nel 2019 grazie al Lions Club Foggia Arpi e alla Biblioteca La Magna Capitana. Con i suoi 1200 volumi, è un luogo accogliente e inclusivo, autism friendly, con scaffali colorati, tappeti, divani e un angolo tisaneria per mamme e papà, per offrire relax con la lettura di un buon libro. Ad occuparsene è Marina Mazzarella, che coniuga amore per i ragazzi, passione per la lettura e competenze pedagogiche, insieme a sei volontarie formate. Tanti i progetti realizzati con le scuole e con gli enti pubblici, come pure le collaborazioni con associazioni e la partecipazione a varie manifestazioni culturali. E poi la notte in sacco a pelo, i mercatini di beneficenza, gli incontri con l’autore, le letture con gli anziani o per i più piccoli, la BiblioCep viaggiante nelle varie zone del quartiere.
“Nello scorso mese di giugno – riprende don Antonio – nel Giardino della gioia abbiamo festeggiato il 7° compleanno della BiblioCep, vivendo emozioni uniche che porteremo nel cuore, con meravigliosi incontri di lettura e laboratori e con il coinvolgente concerto del nostro ospite speciale, il maestro Maurizio Rana con il suo handpan, una percussione armonica dal suono ammaliante. Abbiamo letto storie divertenti, giocato insieme e condiviso caramelle, risate e tanta felicità. È stata una festa piena di colori, amicizia e magia”.
“La visita annuale alle famiglie – aggiunge ancora il parroco – ci consente di conoscere risorse ed energie presenti sul territorio, ma soprattutto le situazioni di disagio e difficoltà. Vorrei ricordare che la nostra è una delle poche parrocchie della diocesi ad avere informatizzato i dati delle famiglie assistite, in modo da poter essere in rete con la Caritas diocesana. E poi riceviamo alimenti anche dal Banco Alimentare della Daunia, con cui abbiamo stipulato una convenzione”.
Il responsabile della Caritas parrocchiale è Lello Tizzano, pensionato, ex impiegato del Poligrafico. “Con altri sette volontari del centro di ascolto offriamo servizi a favore di 145 famiglie, per un totale di più di cinquecento persone persone. Abbiamo anche inserito un CAF patronato per tutte le info in materia di disoccupazione, invalidità o malattie e forniamo assistenza psicologica, consulenze medico sanitarie, indirizzo alle strutture pubbliche, aiuto nei pagamenti delle utenze domestiche. E naturalmente viveri, indumenti e medicinali”.
“Vogliamo che la nostra comunità parrocchiale – conclude don Antonio – diventi sempre più una tenda per la sosta, per un cammino senza soste sulle strade della storia”.
(di Sabina Leonetti – foto di S.L. e per gentile concessione di don Antonio Menichella)