13 Gennaio 2023

Dal Brasile alla sua Cuneo: per un mondo sostenibile e di tutti

Solo lavorando in rete si può costruire una società che tuteli il bene comune, la legalità e la salvaguardia dell'ambiente. Parola di don Flavio Luciano, per 19 anni missionario in Brasile e poi, tornato in Piemonte, in prima linea nella pastorale sociale e del lavoro.

Per quasi vent’anni, «quelli più formativi e intensi nella vita di una persona» sorride don Flavio Luciano, è stato missionario fidei donum in Brasile. E anche per questa felice esperienza sacerdotale, umana e intellettuale, rientrato in Italia nel 2008 alle soglie dei 50 anni, è stato poi per tredici anni responsabile dell’ufficio della pastorale del lavoro della diocesi di Cuneo e, negli ultimi quattro anni, parroco di Santo Spirito a Fossano (CN). Dallo scorso settembre è Vicario episcopale per la pastorale, con un ruolo di coordinamento nella fusione, al termine di un processo durato 23 anni, dei vari uffici delle curie di Cuneo e Fossano, ora divenute un’unica diocesi. Si parla in totale di circa 130 sacerdoti, già avanti con l’età, per una popolazione di circa 160mila persone residenti nella quarta provincia italiana per estensione: con territori più montagnosi nel Cuneese, con tutti i problemi derivati dallo spopolamento delle alture, e più pianeggianti a Fossano. Originario di Cuneo, 64 anni, don Flavio è stato fino al 2022 anche delegato regionale per il Piemonte della pastorale sociale e del lavoro, un ambito che comprende anche la Commissione Giustizia e pace e Custodia del Creato. Forte dell’esperienza missionaria, ha vissuto questo incarico con una particolare attenzione al senso etico e spirituale del lavoro, alla responsabilità sociale di impresa, alla sostenibilità ambientale e ai nuovi stili di vita.

«Ognuno di noi è il frutto della propria storia. Da missionario fidei donum – racconta – nei primi undici anni che ho vissuto in Mato Grosso mi sono trovato a passare dalla piccola parrocchia di 2500 anime dove ero stato viceparroco nel Cuneese ad una realtà di 40mila fedeli, sparsi su un territorio pari alla provincia granda (in piemontese “grande”, la provincia di Cuneo) all’interno di una Chiesa fortemente impostata sulle comunità di base, ritrovandomi così a diventare “animatore degli animatori”. Ho poi avvertito l’esigenza di approfondire le radici teologiche del mio ministero e ho studiato Etica sociale per un anno, prima di essere trasferito nello stato del Paranà dove sono rimasto altri otto anni. In quei 19 anni ho vissuto situazioni di conflitto, ho sperimentato la forza del Vangelo nel difendere la dignità dei più piccoli, degli indifesi, quando il Vangelo si fa prossimità, compassione, solidarietà. È stata un’esperienza bellissima anche perché ho avuto la fortuna di incontrare dei vescovi straordinari e dei giovani preti che si mettevano in gioco con tutta la loro vita per il bene del popolo. Una volta rientrato in Italia, mi è stato chiesto di intensificare la presenza della diocesi sul fronte della pastorale del lavoro. Ho incontrato una Chiesa attenta alla dimensione sociale ma che faceva fatica ad abitare in modo nuovo la vita del popolo, a causa del forte calo delle vocazioni e dell’invecchiamento del clero uniti al crescente distacco dalla pratica della fede, tutti processi particolarmente avvertiti in Piemonte».

Don Flavio si è trovato così ad operare in un contesto dove l’attenzione al lavoro e alla dimensione sociale della fede sono molto sentite e anche la Chiesa è storicamente attenta al mondo agricolo e vitivinicolo, alle imprese e alle crisi industriali che anche qui si sono fatte sentire. Alcuni anni fa, ad esempio, sia a Cuneo che a Saluzzo

le Caritas sono divenute presidi di legalità contro il caporalato e lo sfruttamento dei braccianti,

sia nell’agricoltura che nel mondo del vino che contribuiscono in modo rilevante al Pil piemontese.
«Posso dire che molto è stato fatto a livello di sensibilizzazione e animazione delle comunità – rimarca don Flavio – perché la Chiesa e la nostra gente sono attente: imprenditori e sindaci hanno accettato di avviare tavoli di lavoro e di dialogo con tutte le associazioni presenti sul territorio e sono state risolte positivamente diverse situazioni irregolari.

I problemi complessi si affrontano attraverso le reti: da soli non si va da nessuna parte».

Da parroco a Fossano e grazie alla presenza di piccole équipe di giovani e adulti, è poi nata una Comunità Laudato si’ e sono stati avviati diversi progetti di animazione comunitaria. «La differenza – ricorda – la fanno sempre le persone. Proprio perché siamo vicini a Bra e al mondo di Slow Food, di Terra viva e della Coldiretti abbiamo lanciato varie iniziative nelle scuole contro gli sprechi alimentari e per l’agricoltura biologica, oppure per una rinnovata sensibilità al verde con il progetto “Inalberiamoci” e con gruppi legati al movimento Laudato si’ mondiale attivi nelle nostre terre. Posso dire che c’è un fermento: la sfida è costruire delle reti che coinvolgano professionisti competenti anche sull’importante fronte delle comunità energetiche».

Dopo aver passato il testimone lo scorso settembre al giovane padre di famiglia Mauro Verra, don Flavio continua l’accompagnamento spirituale di diverse associazioni attive sul mondo del lavoro e dell’ambiente e prosegue il suo servizio come Vicario per la pastorale. Un incarico al quale guarda con fiducia: «Si tratta di favorire le fusioni e le collaborazioni fra gli uffici e l’attuazione del Sinodo concluso lo scorso anno. Un kairòs, un tempo di grazia per le nostre comunità, per ridisegnare il nostro servizio sul territorio».

(di Manuela Borraccino)

13 Gennaio 2023
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