30 Giugno 2026

A servizio della vita, con i fatti e con la preghiera

Nella parrocchia del Ss.mo Salvatore, a Foggia, la comunità affidata a don Carmelo Chiolo porta sempre nel cuore i bambini non nati a causa dell'aborto. Nello stesso tempo, proprio in parrocchia si moltiplicano le opere di carità verso le persone più fragili e le proposte educative rivolte ai più giovani. Il tutto grazie alla generosità di uno stuolo di volontari, soprattutto donne.

“La parrocchia è il cuore e la mente di tutte le attività. Ma il nostro orizzonte spirituale sono loro: i bambini mai nati, abortiti volontariamente. Da qui nascono tutte le opere di misericordia nella nostra comunità, l’ispirazione nella preghiera, dal Rosario alle Messe e a tutte le liturgie, fino ad accompagnare i bisogni reali della società che bussa alle nostre porte sempre aperte”.
Non ha esitazioni don Carmelo Chiolo, da sei anni parroco al SS. Salvatore di Foggia, nel presentare l’anima della pastorale quotidiana in un quartiere di tremila abitanti della vicaria nord. Un tessuto sociale variegato e ricco di volontari, pronti ad accogliere chiunque, senza riserve.
Girando per i locali della parrocchia, ti accorgi che ogni ambiente è curato nei dettagli.
“Innanzitutto abbiamo realizzato, grazie al contributo dei fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica, un servizio docce, colazione e vestiario, destinato ai senza tetto. La dimensione sociale del nostro impegno di fede – afferma Anna Lucia, referente del servizio Caritas parrocchiale – prende forma tra i banchi della chiesa, anche grazie alle omelie del nostro parroco: è il Signore che ci viene incontro nei fratelli bisognosi e noi non possiamo negarci. Per adempiere a questi servizi non servono megastrutture ma solo buona volontà e generosità, quel tempo gratuito così prezioso per tutti, e soprattutto spazi dignitosi e puliti”.
Così Margherita, Luisa e Francesca si occupano di garantire la colazione e l’igiene, alternandosi fra loro e con un’altra parrocchia, quella di San Pio X. La maggior parte degli utenti sono musulmani e maschi, di varie nazionalità. Sono una quarantina in tutto e in maggioranza provengono dai casolari di campagna in cui hanno trovato rifugio. Dopo aver fatto colazione sono pronti ad affrontare una nuova pesantissima giornata lavorativa, che di solito è quella dei braccianti agricoli. “Prima di mangiare – riprende don Carmelo – come preghiera di ringraziamento abbiamo scelto l’Ave Maria, perché è proprio lei il nostro faro, la Vergine cui chiediamo doni e grazie. Nessuno di loro ha mai obiettato: magari pregano in modo inconsapevole, ma in silenzio ringraziano. Non ci fermiamo mai, tranne a luglio o agosto, alternandoci sempre con la parrocchia di San Pio X. È un servizio tutto al femminile di cui sono molto fiero – continua il sacerdote – la cucina è il loro regno. Alcune signore preparano torte una volta al mese, e deliziano i palati degli ospiti, oppure distribuiscono i cornetti, come Anna Lucia e Alessia”.
“Il servizio lavanderia e asciugatrice è molto apprezzato – aggiunge Giovanna, responsabile della Caritas parrocchiale -. Per evitare di perdere gli indumenti ce li facciamo lasciare in buste con i loro nomi scritti e scattiamo delle foto. Dal 2021 ormai si conoscono tutti, il covid non ci ha fermato”.
Nel dicembre 2025 invece è nato il dormitorio. “Possiamo offrire sette posti letto – aggiunge don Carmelo – cui si accede dopo un accurato discernimento: si tratta di casi segnalati dalla Caritas diocesana, soprattutto per far fronte all’emergenza freddo. A gestirlo ci sono sette volontari, a volte si arriva a 12 operatori. I nostri ospiti non devono bere, fumare o assumere droghe: questo serve a proteggerli dai pericoli della strada. C’è chi resta, ma anche chi parte e non torna più”.
Ma al SS. Salvatore c’è posto anche per i più piccoli e giovanissimi residenti. Luca e Francesca Elena sono i responsabili dell’oratorio, che dispone di spazi interni ed esterni. “È nostro obiettivo – esclamano – togliere i ragazzi dalle insidie della strada. Qui giocano a ping pong, con la playstation, a biliardino. Familiarizzano con gli adulti e non vedono l’ora che arrivino il Grest e le attività estive, che ogni anno hanno un tema diverso (quest’anno abbiamo scelto la storia di Abramo e Lot). Nel parco giochi abbiamo anche allestito una fattoria didattica per bambini e cerchiamo di offrire loro tutto l’anno un clima di festa”.
“Senza i miei collaboratori – rimarca don Carmelo – tante di queste attività non sarebbero possibili. Cerchiamo di mettere in pratica quel che ci chiede il Vangelo: amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. Ogni servizio che facciamo è per il Signore. E poi c’è quella motivazione per la vita nascente, di cui vi parlavo all’inizio: l’associazione Madre di Luce per i bambini mai nati continua a spendersi perché si possa interrompere per sempre l’aborto, un delitto terribile che ferisce l’umanità”.
“Il Signore ci chiama per testimoniare – conclude Donatella, referente parrocchiale dell’associazione Madre di Luce -. Poi cita una preghiera di consolazione per le mamme, scritta dall’arcivescovo emerito di Taranto, Filippo Santoro: “Che la Madre di Luce accolga quelle creature mai nate e trasformi le lacrime e il dolore di chi ha perso un figlio in gioia materna; che Maria, Regina dell’Amore materno, interceda presso il Cuore di Gesù e lo Spirito Santo di Dio, per illuminare il cuore di tutte le donne del mondo, perché amino il figlio che portano in grembo, come Gesù ha amato noi morendo sulla Croce”.

(di Sabina Leonetti – foto Sabina Leonetti e per gentile concessione di don Carmelo Chiolo)

30 Giugno 2026
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