Se il “ponte” sullo Stretto di Messina esiste già…
È un ponte fatto di accoglienza e integrazione, attraverso un centro psicoeducativo per persone diversamente abili, una ludoteca e tante altre proposte. Accade nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù, a Trappitello di Taormina (ME), grazie all'impegno di don Antonino Giovanni Tricomi (ma per tutti è don Tonino) e di un folto gruppo di volontari.
“Un’associazione convenzionata, avendo concluso l’iter terapeutico ambulatoriale e volendo dare continuità ai bambini dimessi, si è rivolta alla nostra parrocchia per intraprendere l’esperienza del centro diurno. Ho accettato volentieri e a costo zero”.
Era nata così, nel racconto di don Antonino Giovanni Tricomi, 57 anni, per tutti don Tonino, l’idea di dare spazio alle diverse abilità nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù – S. Venera di Trappitello, frazione di Taormina, nell’arcidiocesi di Messina.
“Una zona strategica – spiega don Tonino – a meno di 5 km dal centro di Taormina, a due passi da Giardini Naxos, dunque in un’area a forte vocazione turistica, ma anche commerciale, nel cuore del Parco Fluviale e vicino alle Gole di Alcantara, oltre che a due passi dall’ospedale, tanto che il quartiere di 5mila abitanti è popolato anche da medici e operatori della sanità. Dopo il primo anno in collaborazione con l’associazione – continua – nel 2009 abbiamo deciso di farci carico di questa realtà dando vita al Centro Psico-Educativo “Cuore di Gesù” per persone diversamente abili di tutte le età e tipologie di utenti, in spazi preesistenti della parrocchia. Un cammino non facile, ma grazie all’opera di sensibilizzazione effettuata tra i fedeli, alla caparbietà di figure professionali impiegate, al supporto di volontari e al sostegno della Caritas diocesana, sono partite iniziative a favore dei ragazzi e delle loro famiglie. Il servizio è cresciuto e si è perfezionato negli anni: ci siamo alternati con gli spazi interni ed esterni nati per l’oratorio, fino all’ottobre 2015, in cui un intero piano degli ambienti parrocchiali è stato adibito al Centro. L’inaugurazione dei nuovi locali e l’aumento degli utenti hanno permesso di passare da quelli che erano solo interventi ludico ricreativi ad attività psicoeducative e riabilitative mirate, avvalendoci di una équipe multidisciplinare”.
Francesca Raneri, 46 anni, neuropsicomotricista è la responsabile del Centro. “Da noi afferiscono 22 utenti, dai 14 ai 46 anni (è il più grande di età, con sindrome di down), che arrivano anche dai paesi limitrofi. Il nostro centro – ci spiega la responsabile – è aperto quattro giorni a settimana. Per ognuno di loro elaboriamo in équipe (psicologi, medici, educatori professionali, volontari) obiettivi specifici con interventi individuali, ma poi si lavora su attività di gruppo che mirano a potenziare la socializzazione, le competenze relazionali, le autonomie sociali per l’inclusione. Per questo prepariamo i laboratori con esperti: ceramica, grafica, musica ecc. Fiore all’occhiello è il nostro campus psico-educativo: un’esperienza residenziale di quattro giorni finalizzata alla messa in pratica delle competenze di autonomia (personali, domestiche e sociali) apprese durante l’anno. E poi le tanto attese gite e pomeriggi fuori porta, i week end mensili per il distacco dalle famiglie, il sostegno psicologico agli utenti e ai loro parenti, i laboratori con i genitori”.
Salvatore e Katia sono i genitori di un ragazzo diversamente abile. “Da quando frequenta il centro – confidano – nostro figlio è più sereno, ha fatto amicizia, non vede l’ora di trascorrere le sue ore qui. Anche noi genitori, grazie a don Tonino, stiamo comprendendo che quella diversità non è un limite e non è discriminante, sentiamo il sostegno comunitario e condividiamo l’esperienza con altri genitori con cui ci confrontiamo, viviamo la fraternità della parrocchia e il mondo esterno che ci accoglie. Ritrovare ragioni del vivere, di una continuità esistenziale (il dopo di noi) non è facile, ma l’unione ci dà forza e coraggio”.
“Il Centro non è una realtà isolata dalla parrocchia – riprende don Tonino –: ho voluto fortemente che s’innestasse proprio nel tessuto di questa comunità. Un giorno a settimana i ragazzi partecipano alla catechesi con una metodologia ad hoc, e alle altre iniziative: in Quaresima sono presenti alla via Crucis, hanno pure preparato dei lavoretti per la festa del papà e per i nostri anziani malati. Così come li coinvolgiamo in altri periodi liturgici forti e in altre festività, in un contesto parrocchiale inclusivo. È la parrocchia che mantiene economicamente il centro: il contributo che chiediamo ai genitori è minimo e per ricavare fondi ci attiviamo con pesche di beneficenza, vendita di lavoretti, cene e spettacoli teatrali. Coltiviamo un orto, vendiamo quello che produciamo e le uova dalle nostre galline. Anche la Caritas diocesana ci sostiene. Gli operatori e i volontari sono tutti parrocchiani, come pure il direttivo del centro. La stessa responsabile, Francesca, è una catechista”.
La parrocchia di don Tonino è anche una ludoteca per minori, nata per caso e poi divenuta, nel 2007, una realtà organizzata in una cooperativa sociale: “Maria, Madre del Buon Cammino”. Don Tonino è anche il presidente della cooperativa. Un tempo qui c’era una scuola materna, che rispondeva all’esigenza espressa all’atto della donazione del terreno: far nascere una scuola per l’infanzia. “Abbiamo tenuto fede a questo impegno di prenderci cura dei più piccoli – precisa don Tonino – dai tre mesi in su; attualmente sono 20 i nostri piccoli iscritti, ma d’estate il numero aumenta perché i genitori lavorano nel turismo stagionale e i ragazzi del servizio civile possono anche scegliere di operare in questa struttura. Il sabato organizziamo feste aperte a tutti e laboratori di cucina, dalla primavera in avanti aumentano i pic nic e le attività all’aperto. Ho la fortuna di avere un bel gruppo di laici a servizio della comunità e questo è un grande dono”.
Insomma una parrocchia in uscita che non esclude nessuno. È in rete con i servizi sociali del Comune e con le iniziative di valorizzazione delle tradizioni e dei beni culturali, come il presepe vivente che richiama 27 mila visitatori l’anno di cui 2mila studenti, in un terreno di 5mila metri quadri allestito intorno ad una chiesa rupestre con capre, asini, cammelli, lama, galline. Altra iniziativa di cui don Tonino è orgoglioso è il premio di poesia dedicato a Maria Madre del Buon Cammino che raccoglie elaborati da tutta Italia. Con il Banco alimentare, infine, vengono sostenute persone di tutte le fedi religiose, perché i cristiani sono chiamati ad essere ponte e operatori di pace.
“Non siamo fuori dal mondo, siamo impastati di umanità – conclude il parroco – e la nostra disponibilità non può essere selettiva. La missione della Chiesa è andare incontro a tutti gli uomini di buona volontà e fare la scelta preferenziale per gli ultimi”.
(di Sabina Leonetti – foto per gentile concessione di don Tonino Tricomi)