Il parroco amico di tutti nel Venezuela in crisi
Da quasi un quarto di secolo don Giannino Prandelli (fidei donum di Brescia) vive la sua missione sacerdotale in Venezuela: un paese ricco di contraddizioni, dove le fasce di popolazione più fragili (gli anziani e i minori) sono quelle che la comunità cristiana si sforza in ogni modo di sostenere maggiormente. Miela Fagiolo D'Attilia lo ha intervistato all'indomani della cattura di Maduro da parte degli statunitensi.
Sorpresa, preoccupazione, incertezza. La notizia arrivata quella mattina all’alba da Caracas via social ha lasciato la cittadina di El Callao sconvolta. «Quando abbiamo capito, la cosa già era successa, siamo a mille chilometri circa dalla capitale. Dopo la cattura di Maduro, la gente è rimasta paralizzata, anche perché le forze dell’ordine impedivano di muoversi di casa. Il clima era molto teso». Don Giannino Prandelli, classe 1955, fidei donum di Brescia in Venezuela dal 2002, racconta l’incertezza della gente di El Callao, una cittadina di circa 100mila abitanti nello Stato di Bolivar, nel Sud est del Paese, dove è parroco di Nostra Signora del Carmen. Malgrado la regione sia ricca di foreste e di miniere aurifere, le persone devono sopravvivere alla mancanza di mezzi, beni alimentari e medicine, in una crisi economica che ha spinto negli ultimi anni più di nove milioni di venezuelani a lasciare il Paese. Moltissimi giovani sono partiti, ma i più fragili, soprattutto gli anziani, sono rimasti, con una pensione sociale di meno di un dollaro al mese e un buono statale per generi alimentari a prezzi accessibili.
«Il numero degli anziani in condizioni di bisogno è aumentato – spiega don Giannino – perché tutti i giovani che hanno potuto affrontare l’odissea dell’emigrazione l’hanno fatto, sono rimasti a casa sono i più deboli, che non hanno nemmeno la forza fisica per fare un viaggio. Da oltre 20 anni la parrocchia ha molte attività sociali e una mensa per gli anziani, soprattutto quelli senza una famiglia alle spalle. All’inizio ne seguivamo una trentina, ma dal 2018, abbiamo dovuto ampliare questo servizio, chiedendo collaborazione a tutti, perché il numero degli anziani bisognosi è aumentato. Attualmente diamo da mangiare dal lunedì al venerdì, a circa 120 persone».
I “piccoli minatori” alla ricerca dell’oro
È una Chiesa dalle porte aperte, che si prende cura degli ultimi, che resta con loro, condividendo bisogni e fatiche, cercando di dare speranza in nome del Vangelo. La parrocchia si anima con gli incontri e le occasioni di scambio che rinforzano le relazioni, la condivisione, il mutuo sostegno. Un impegno di presenza che occupa le giornate di don Giannino parroco e amico di tutti. Arrivato in Venezuela nel 2002, ha iniziato a lavorare soprattutto nella zona più estrema della diocesi tra la parrocchia di Eldorado e la comunità di Las Claritas, nella zona al confine con la Gran Savana. Nel 2005 arriva a El Callao, la cittadina più grande e tradizionalmente legata all’estrazione dell’oro, con alcune imprese importanti, come la venezuelana Minerven che danno lavoro a molte persone. A dispetto delle difficili condizioni in cui vive la gente, oltre ad essere ricca di petrolio, «nella zona nostra ci sono molte miniere d’oro – spiega il fidei donum bresciano -. Ci sono anche piccole imprese industriali e data la situazione economica nazionale, negli ultimi anni molti venezuelani e stranieri sono venuti qui in cerca di fortuna: li chiamiamo “i piccoli minatori”. Dal 2008 il loro numero è molto aumentato e da 25mila abitanti, sono diventati cinque volte tanti, provocando un grande cambiamento del contesto sociale».
La crescita disordinata della popolazione, su un territorio abbastanza ampio di colline e miniere, ha portato con sé fenomeni come quello dei bambini abbandonati in strada, della prostituzione, della droga soprattutto tra gli adolescenti. Dal 2010 al 2017 c’erano bande armate che infestavano i dintorni della città, ma negli ultimi anni gli scontri sono diminuiti per la presenza dell’esercito.
Restano i problemi economici – la benzina costa due dollari al litro, nel Paese più ricco di petrolio al mondo! – e a El Callao, molti ragazzi non hanno i soldi per continuare a studiare o si ritrovano in stato di semi abbandono perché i genitori devono andare a lavorare in una miniera più lontana. «Ci sono situazioni complicate – spiega don Giannino -. Come Chiesa facciamo più fatica ad aiutare i minori, anche se non abbiamo tutte le risorse, comprese quelle umane e di volontariato, di cui avremmo bisogno. Siamo impegnati soprattutto con agli anziani, ma non è l’unica attività della parrocchia, che copre un territorio molto vasto, per cui visitare tutti i settori, le comunità, e i gruppi, è abbastanza complicato. Ci occupiamo di formare i laici e abbiamo un gruppo di “celebratori della Parola” come li chiamiamo, che sono quelli che mi appoggiano nella visita ai settori e nell’organizzazione anche della catechesi sacramentale. Da quasi dieci anni abbiamo iniziato una scuola di teologia per laici, e si lavora con molto entusiasmo. Nonostante le difficoltà c’è molta disponibilità e non manca la risposta generosa della gente».
(di Miela Fagiolo D’Attilia – foto gentilmente concesse da don Giannino Prandelli)