Giugliano: una comunità in campo per proteggere la sua terra
Abitare in quest’area del napoletano, Borgo Riccio, alla periferia di Giugliano (NA), dove i campi sono visti come terra di nessuno, è dura. Ma la comunità parrocchiale di San Matteo, insieme a don Massimo Condidorio, si rimbocca le maniche senza paura e lotta per la dignità della propria terra, gettando un ponte anche verso le istituzioni.
Don Massimo Condidorio, nella parrocchia San Matteo Apostolo Stella Maris a Giugliano (NA) vive in una terra difficile. Siamo nella diocesi di Aversa, terra spesso offesa dai roghi dei rifiuti che avvelenano l’aria. Abitare in quest’area del napoletano, Borgo Riccio, alla periferia di Giugliano, dove i campi sono visti come terra di nessuno, è dura. A volte sembra di urlare nel deserto affinché ci sia innanzitutto il rispetto dell’ambiente, di quella casa comune che ci ospita tutti, come diceva papa Francesco.
Nonostante questo, grazie all’oratorio e all’animazione della comunità, anche con la festa patronale di San Matteo, è possibile rimanere accanto ai fedeli, cittadini che camminano insieme, soprattutto nelle difficoltà. Spesso le parrocchie sono occasioni di speranza e riflessione sul bene comune, come nella comunità di San Matteo, e allora, per non far crescere l’indifferenza, è il parroco ad attivarsi con i volontari. Almeno una volta a settimana, con guanti e rastrelli, i fedeli ripuliscono la zona che circonda la parrocchia dall’immondizia gettata ai bordi della strada. Passo dopo passo, don Massimo e i volontari, hanno realizzato un’oasi di pace dove il sacerdote sta recuperando spazi prima inaccessibili, piccole discariche a cielo aperto oggi risanate. Uno è dedicato a Maria e l’altro a San Francesco, contemplazione e festa che si completano per ricordare com’è bello condividere tempo e preghiera. Una Parola che dall’altare si incarna nel vissuto di ogni giorno, bello o brutto che sia. Qui è nato un campetto da calcio, uno spazio prima inimmaginabile, su un terreno pieno di sterpi, scatolame e buste di spazzatura.
Tanti sono i sacchetti gettati dagli automobilisti, ci sono anche rifiuti speciali come vecchi frigoriferi. All’esterno una situazione generale di degrado non aiuta l’opera dei catechisti. E questo ha portato alcuni genitori dei bambini a chiedere il nulla osta per frequentare i corsi altrove.
Marzia De Rosa da oltre 20 anni organizza la Liturgia della Parola, il catechismo, le feste e le attività con le persone sole. Ma è soprattutto nella preparazione ai sacramenti che cerca di donare il suo tempo. “Purtroppo abbiamo una grande piaga: la presenza della prostituzione. Ogni giorno, in particolare la domenica mattina, donne e ragazze sono presenti, spesso svestite lungo l’unica strada che porta alla parrocchia. È un grande disagio per le famiglie; in tanti hanno richiesto il certificato di battesimo per trasferire i figli presso un’altra comunità. Per noi è una sofferenza vedere le persone andare via” – sottolinea. I cittadini hanno protestato con le autorità, ma dopo qualche breve controllo e il relativo stop, le prostitute sono ritornate. “Noi comunque andiamo avanti – riprende Marzia -. Amo questa comunità e, con la presenza di don Massimo qui da tre anni, sono aumentate le attività, gli stimoli e i momenti di crescita che arricchiscono tutti”. La motivazione per i tanti che decidono di regalare il proprio tempo all’educazione soprattutto dei bambini, vede crescere la speranza grazie all’impegno, in maniera speciale, dei giovani.
Lucia D’Altrui, 27 anni, ogni domenica anima il coro. “Dopo il restauro dei locali dell’oratorio e la realizzazione del campo di calcio possiamo svolgere tante attività – ammette soddisfatta- . Con l’Anspi (Associazione Nazionale San Paolo Italia) seguiamo un percorso di animazione e formazione che, specialmente in estate, ha visto la presenza di centinaia di ragazzi ai campi estivi. In passato abbiamo coinvolto anche i ragazzini rom, qualcuno ha partecipato al catechismo ed è stato battezzato; è un percorso non scontato, a cui noi offriamo la nostra disponibilità, trascinati dalla spinta del parroco”.
Il lavoro di sinergia ha coinvolto anche le istituzioni: il Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha attivato insieme alla Regione Campania e al delegato regionale Caritas un progetto di scolarizzazione per i rom presenti. Un immobile sottratto alla criminalità organizzata e destinano a loro, è stato ristrutturato; acqua ed energia elettrica sono disponibili per le persone che vivono in questa fetta di periferia napoletana.
Il lavoro nelle aree di campagna che circondano Borgo Riccio è ancora lungo, ma grazie alla collaborazione che metterà assieme soggetti pubblici e privati, il cammino che punta a recuperare immobili dismessi per far nascere centri di attività sociale, continua.
L’impegno è importante, ma lo è anche il prendere fiato e trovare tempo per un momento di pace. La comunità sa dove trovare quella dose di spiritualità e forza di cui ha bisogno. “Il 26 e il 27 settembre siamo stati ad Assisi per un ritiro spirituale. Il silenzio, la preghiera e l’esperienza comunitaria nella terra di San Francesco, hanno rafforzato il nostro spirito” – ricorda sorridendo don Massimo. Ne è nata una riflessione e un invito, una lettera da parte del Poverello di Assisi, che il sacerdote ha scritto dedicandola alla sua parrocchia. “Fratelli e sorelle di Giugliano, sono passato tra le vostre strade… Ho visto la vostra terra. Voi oggi avete strumenti, tecnologia, conoscenze e possibilità che io non potevo nemmeno immaginare.
Eppure rischiate di perdere una cosa semplicissima: il rispetto per ciò che vi è stato affidato. Non sono venuto a chiedervi soltanto di raccogliere un sacchetto di rifiuti. Sono venuto a chiedervi di cambiare il cuore. A chi sporca dico: questa terra non è una discarica. È la casa dei vostri figli”.
(di Nicola Nicoletti – foto gentilmente concesse da don Massimo Condidorio)