8 Aprile 2026

Un dono che unisce, oltre tutti i pregiudizi

Da una parrocchia dove si stavano raccogliendo offerte per il sostentamento dei sacerdoti, una testimonianza che fa riflettere e ci interpella tutti, a cominciare proprio dalle nostre comunità. Soprattutto in questi giorni in cui soffiano prepotenti venti di guerra e in cui sembra che l'integrazione e la convivenza pacifica siano chimere.

Non scendiamo nei dettagli, per tutelare la riservatezza delle persone coinvolte, ma la storia è bellissima ed è giusto raccontarla. Una donna di origine africana, di religione musulmana; un periodo di difficoltà, a livello economico e a livello famigliare; una comunità cristiana che le apre le porte, a cominciare dal parroco, senza chiedere certificati di battesimo; la vita di questa donna e di suo figlio che ritrovano slancio e serenità.
Un’amicizia che continua nel tempo, superando il Covid e le alluvioni, conservando rispetto e stima reciproci e consentendo anche alla comunità cristiana di vincere pregiudizi e luoghi comuni, sugli immigrati e sugli islamici. Quel parroco, in una città non lontana dal Po né dall’Adriatico, che impara a conoscere meglio cosa sia il ramadan e con quanta dedizione e profondità possa vivere la propria religiosità un buon musulmano. Quella donna che conserva gratitudine e profondissimo rispetto per chi l’ha accolta, sostenuta e integrata.
E alla fine un gesto, che sugella come un timbro sulla ceralacca la bellezza di quanto vi stiamo raccontando: durante una raccolta di offerte per l’Istituto centrale per il sostentamento del clero, in parrocchia, proprio quella donna chiede di poter contribuire con una piccola somma.
Mentre intorno a noi soffiano venti di guerra e sembra che non ci si possa reciprocamente accogliere e rispettare, ecco un segno chiaro e luminoso che invece tutto questo è possibile; e alle comunità cristiane, a volte così poco attente a partecipare anche al sostegno economico dei nostri sacerdoti, un messaggio di attenzione, gratitudine e sensibilità che non ci può lasciare indifferenti.

(Stefano Proietti)

8 Aprile 2026
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