Crema… ben amalgamata: a scuola di condivisione e gratuità
Tre parrocchie della diocesi di Crema, un solo cuore che palpita per il bene dei più giovani. Che si tratti delle attività estive del grest, per i più piccoli, oppure delle settimane di condivisione organizzate in parrocchia per i ragazzi del triennio delle scuole superiori, c’è un piccolo esercito di uomini e donne di buona volontà pronti a fare del proprio meglio perché ai ragazzi non manchi nulla. E con loro c'è sempre don Alessandro.Arrivando a Trescore Cremasco in una giornata di quelle che minacciano temporale, può capitare di sentir suonare la campana più grande del magnifico campanile della chiesa settecentesca di Sant’Agata, in cima ad una torre alta ben 45 metri. È il segno di una fede profonda e radicata nel sentire popolare, come spiega in modo semplice e diretto Agostina, una delle volontarie della parrocchia: “Quando il nostro sacrestano vede arrivare le nuvole bianche che portano grandine, suona la campana del tempo, la più grande che abbiamo nel campanile. Le nostre campagne vengono protette da questo suono, che rompe la nuvola con la grandine ed evita danni alle coltivazioni”.
È qui, tra Trescore, Cremosano e Casaletto Vaprio, che si snoda la vita operosa di questa porzione di pianura Padana tra l’Adda e il Serio. È qui che le tre diverse comunità parrocchiali, appartenenti alla medesima unità pastorale affidata a don Francesco Gipponi, hanno imparato a condividere anche la stessa attenzione pastorale nei confronti dei ragazzi, grazie soprattutto al lavoro di don Alessandro Vanelli, vicario parrocchiale e responsabile dei tre oratori.
“Questa è una casa per i ragazzi, per le famiglie, per tutta la comunità – spiega ancora la saggia voce di Agostina – ma noi desideriamo che sempre più diventi una casa per tutti.” Agostina e gli altri adulti impegnati nelle tre parrocchie sono un supporto importantissimo per don Alessandro. Trentasette anni, originario di Montodine (poco più a sud di Crema), è presbitero dal 5 settembre 2020. “Non sono solo – ci dice – sono accompagnato da diversi educatori e volontari della comunità che sostengono le strutture in cui viviamo, le custodiscono e le rendono così belle”.
Che si tratti delle attività estive del grest, per i più piccoli, oppure delle settimane di condivisione organizzate in parrocchia per i ragazzi del triennio delle scuole superiori, c’è un piccolo esercito di uomini e donne di buona volontà pronti a fare del proprio meglio perché ai ragazzi non manchi nulla.
I giochi estivi del grest scatenano una caotica e festosa baraonda che mette a disposizione delle famiglie di questa parte del Cremasco un luogo sicuro dove lasciare i propri figli dopo la chiusura delle scuole. Silvia, giovane educatrice, si occupa di dare ai bambini tutto ciò di cui hanno bisogno e descrive con entusiasmo le attività: dai laboratori di pet-therapy a quelli di cucina, con tantissime esperienze diverse. “I bambini ti abbracciano, ti ringraziano, e questo per me è enormemente arricchente. Ho capito – conclude – che la mia vocazione è questa anche a livello lavorativo: un giorno vorrei insegnare a questi bambini a scoprire le gioie del mondo”. Kevin, che oggi coordina il grest, ricorda di essere stato, prima che un animatore, un bambino dell’oratorio. Don Alessandro per lui è una figura che “puoi trovare sempre e sempre sai che sarà disposto a darti una mano”. E Sara aggiunge che “è una guida per tutta la comunità”. Una guida discreta e sempre sorridente, ben consapevole del valore pedagogico della proposta formativa della parrocchia.
“Nelle settimane di condivisione – racconta il giovane sacerdote – i nostri giovani vivono insieme, con uno stile comunitario. Attendono questo appuntamento non solo come un momento di svago, ma come un’esperienza profondamente arricchente. La settimana permette loro di stare insieme per un tempo prolungato, rispetto all’ordinario, ed è fondamentale. Io stesso li accompagno insieme a scuola a Crema, a 10 km da qui, con il pullmino, e alle 14 dopo le lezioni vado a riprenderli, quasi come fossi il papà di tutti quanti (sorride, ndr). Si pranza insieme, si sistema la casa e si fanno anche alcune attività di doposcuola coi bambini, oltre al loro studio personale. La sera ci si ritrova per la cena, che in parte è preparata anche da loro e poi dai volontari e dal parroco, don Francesco, che ci dà una mano volentieri. Nella nostra equipe ci sono anche dei pedagogisti, che aiutano i ragazzi ad affrontare alcune tematiche della loro vita. La sera, dopo un momento di preghiera, condividono quanto hanno vissuto nella giornata, e poi vanno a dormire: notti tranquille, perché sanno che il giorno dopo la sveglia suona molto presto per andare a scuola”.
L’esperienza si ripete ogni due mesi, a rotazione in tutte e tre le comunità parrocchiali, e mediamente sono una quindicina i ragazzi che partecipano, massimo 20. Fondamentale il ruolo dei giovani educatori impegnati in questo servizio. Come Anna, che aveva già fatto esperienze di condivisione nella diocesi di Crema e, quando le è stato proposto di contribuire a organizzarne una nel proprio oratorio, ne è stata entusiasta. Anche Greta fa da educatrice e spiega che “cerchiamo di costruire un percorso che si possa portare avanti negli anni e loro maturano su diversi aspetti”. Gioele, per esempio, definisce l’oratorio la sua seconda famiglia; Cristian precisa di sentirsi parte davvero di un gruppo; Dominique conferma di essere cresciuta tanto grazie a questa esperienza.
Ma sono proprio gli educatori i primi a sentirsi più maturi grazie a questo servizio: “Ci ha fatto crescere con lui – spiega Alice, altra educatrice, riferendosi a don Alessandro – e ci ha trasmesso dei valori che non conoscevamo”.
“Per me come sacerdote – conclude don Alessandro – questa è un’esperienza molto arricchente: non sono solo io a dare a loro, ma loro stessi mi aiutano ad essere fedele a quel sì che ho detto ormai sei anni fa, nel 2020. Vedere la felicità negli altri rende felice anche me, secondo la logica di quel chicco macinato che diventa farina e poi un unico pane, che viene spezzato e condiviso”.
(testo, foto, musiche e video di Giovanni Panozzo)